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Politica

PORTICO di CASERTA, un’amministrazione “ostaggio” di una regia occulta

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PORTICO di CASERTA – Ieri nella sala consiliare “Generoso Iodice” del Comune di Portico di Caserta si è svolto il primo Consiglio comunale dell’era Oliviero, ovviamente come anticipato da Minformo, non senza qualche sbavatura di troppo, ma prima di addentrarci in analisi critiche è giusto informare i cittadini portichesi che il tutto si è svolto secondo il Decreto Legislativo 267 del 2000 denominato anche TUEL -testo unico degli enti locali- che nella serata di ieri, troppe volte è stato letto e poco imparato, ma questo non deve preoccupare assolutamente, visto che la maggior parte degli interpreti calcano per la prima volta questi palcoscenici e l’emozione può giocare brutti scherzi.

I primi sei ordini del giorno sono filati lisci come l’olio, visto che si trattava della parte burocratica d’insediamento e la cosa non poteva andare altrimenti, infatti dai primi ordini del giorno si è completato il quadro politico di Portico di Caserta come segue: il ruolo di Presidente del Consiglio è stato affidato al giovane Luigi Piccirillo; Vicepresidente del Consiglio Venere Russo; Capogruppo di “Avanti Portico” Iodice Vincenzo Felice; Capogruppo di “Prima Portico” Gerardo Massaro; Capogruppo di “Per Portico” Carlo Piccirillo. La commissione elettorale che vede come suo Presidente il sindaco sarà formata da: Biagio Iodice, Enzo Iodice e Cosimo Cristillo, mentre i loro supplenti saranno: Stefania Ienco, Venere Russo e Giusy Merola. La commissione dei giudici dell’alpo popolare che vede sempre come presidente il sindaco Oliviero sarà formata da: Stefania Ienco e Venere Russo.

Terminata la prima fase, si è potuto passare agli ultimi due ordini del giorno, dove noi di Minformo negli scorsi articoli già abbiamo paventato qualche stranezza di troppo, dubbi che ieri sera, al termine dell’Assise pubblica sono aumentati, tanto è vero che nel penultimo ordine del giorno, ovvero in quello che riguardava l’acquisizione a bene comunale a costo zero, un pezzo di terreno formante una strada, donato da alcuni cittadini, la stranezza si è registrata nel fatto che quest’amministrazione al primo Consiglio comunale abbia voluto riprendere in mano, subito, una convenzione stipulata nel 2014 e presentata dal Geom. Angelo Piccirillo e fin qui nulla quaestio, perché è encomiabile per una giunta risolvere i problemi di viabilità specie se è a costo zero e qui c’è il primo intoppo, poiché nella convenzione il manto stradale sarebbe a carico dell’ente, mentre la manutenzione ordinaria e straordinaria, resterebbe a carico degli ex proprietari, anche se quando ci si presenterà la problematica dei sottoservizi, qui il Comune dovrà intervenire per forza, no si potrà parlare proprio di costo zero.

Il fatto più grave si è presentato quando il consigliere di minoranza Gerardo Massaro, ha fatto notare ai presenti che in quella convenzione, datata 2014, c’erano le firme di quattro persone ormai decedute e che l’ufficio competente, in realtà, non si è sincerato della volontà dei successori di voler cedere, alle stesse condizioni, il terreno e in virtù di questo lo stesso Massaro ha chiesto il rinvio dell’odg proprio per dare spazio all’ufficio competente di raccogliere le volontà dei successori e accertarsi che in un futuro, nessuno potesse accampare pretese. Secca è stata la risposta dell’assessore Francesco Iodice che ha tenuto a precisare che non è nell’interesse dell’ente accertare se siano state fatte o meno le successioni di morte, né tanto meno il Comune è tenuto a raccogliere i pensieri degli attuali proprietari terrieri. Fatto sta che quest’atteggiamento dell’intera amministrazione, ha registrato l’approvazione dell’ordine del giorno con solo due voti contrari, quelli dei presenti nell’opposizione Gerardo Massaro e Venere Russo. Ma l’ex sindaco Massaro ha preteso che il suo intervento e i dubbi sollevati venissero messi a verbale e ha informato i restanti presenti che tale procedura verrà poi, da lui stesso, comunicata agli organi competenti -A.N.A.C., Corte dei Conti e Procura della Repubblica- poiché non è assolutamente accettabile che oggi, a distanza di due anni, il Comune di Portico possa recepire una convenzione e quindi acquisire un terreno appartenuto a quattro persone defunte. Il tutto appare agli occhi dei presenti come se quest’amministrazione, in realtà, avesse davanti un copione già scritto e che è tenuta a rispettare, fregandosene dell’opposizione e delle criticità che essa può far emergere.

La ciliegina sulla torta, a testimonianza che quest’amministrazione sia fantoccia, arriva sull’ultimo ordine del giorno, come anticipato da Minformo, un ordine del giorno colmo di dubbi e incertezze. L’ultimo punto riguardava l’acquisizione a bene comunale di un edificio, costruito abusivamente, di proprietà di Bifone Vincenza, parente del boss Antonio Bifone. Infatti stando a quanto relazionato dal sindaco Oliviero, l’ente comunale nella persona del dirigente competente ha seguito tutto l’iter procedurale per acquisire o demolire l’edificio in questione, tranne però l’ultima parte. Infatti, se il Comune di Portico di Caserta, avesse deciso di far abbattere l’edificio, allora questo problema non doveva essere di natura politica, il dirigente, trascorsi i novanta giorni dall’avviso di abbattimento recapitato alla proprietaria, procede d’ufficio all’abbattimento, se al contrario l’ente decide di acquisirlo a bene comunale, allora nella relazione presentata in consiglio deve essere menzionata, obbligatoriamente per legge, la finalità sociale e l’emergenza strutturale e logistica che l’ente ha per far si che la decisione pende dalla parte dell’acquisizione e non solo, prima di presentare la relazione in Consiglio Comunale, devono essere eseguite già tutte le misure e i controlli di sicurezza, sismici e statici all’edificio e non come è stato richiesto ieri dallo sprovveduto sindaco Oliviero che al termine della relazione letta da lui stesso, priva di tutto quello appena descritto, chiede alla segretaria che sia integrata con la richiesta all’ufficio competente di effettuare i controlli di sicurezza, sismici e statici all’edificio.

Tutte queste irregolarità nella procedura di acquisizione, in realtà, sono state fatte presente, poco prima della deliberazione, dall’integerrimo Gerardo Massaro che dopo aver esposto le varie mancanze, ha sollevato il dubbio che forse l’amministrazione stesse lì a prestare il fianco agli ex proprietari, quindi ai parenti del camorrista Bifone, per potergli permettere di adire l’ente in giudizio attraverso il TAR, visto che con questi requisiti avessero tutte le possibilità di vincere il ricorso ed impossessarsi di nuovo dell’immobile. A volte queste cose capitano e sono capitate in altri comuni, specialmente se sono fatte così in fretta, e se in campagna elettorale sono state fatte delle promesse, poi può darsi pure che ci si sbagli e il tempo ci darà torto.

In questo caso, il consigliere Gerardo Massaro, ha chiesto di votare inserendo la riserva d’ufficio, spiegandone anche i benefici e il sollievo dalle responsabilità che da essa ne derivano e in un primo momento, anche dietro sollecito della segretaria Virginia Terranova, sembrava che il sindaco e la maggioranza, si stavano convincendo ad inserire la riserva alla votazione, quando, anche qui, giunge il veto dell’assessore Francesco Iodice che esclama: “Dovete fare come ho detto io”, facendo intendere che l’ordine del giorno, evidentemente era stato voluto fortemente da quella parte della maggioranza. Fatto sta che anche qui, l’amministrazione si dimostra sorda alle oggettive riflessioni sollevate dalla minoranza e continua imperterrita a seguire un copione scritto, forse da qualche regista che preferisce rimanere nell’ombra e così il nono ordine del giorno viene deliberato senza riserva con voto favorevole e due astenuti –Massaro e Russo-.

Questo dimostra tutta la sprovvedutezza di questi politici allo sbaraglio che forse, anche in buona fede, rischiano di diventare pericolosi, prima per se stessi e poi per la cittadinanza, se continuano a osservare procedure del tutto inesatte. Non a caso, da indiscrezioni trapelate, pare che la Segretaria Comunale Virgina Terranova, abbia già scelto di approdare in altri lidi e “scappare” da Portico di Caserta e stando a quanto successo nel primo Consiglio Comunale, non la biasimiamo affatto.

Anche in questo caso Minformo non si era sbagliato quando negli scorsi articoli si è scritto “ne vedremo delle belle”, poiché a volte è meglio sbagliare un congiuntivo che sbagliare a governare una città.

POLITICA

Ddl Sicurezza, protesta alla Federico II di Napoli

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No al Ddl paura. Cosi è stato ribattezzato il decreto sicurezza 1660 dagli studenti napoletani che lo hanno anche scritto su uno striscione esposto alla facoltà di lettere della Federico II.

Oltre allo striscione gli studenti hanno anche affisso numerose locandine con la scritta «I servizi segreti ci stanno spiando» con il disegno stilizzato dell’ occhio del Grande fratello di Orwell.

Questa iniziativa – hanno spiegato i promotori della protesta – è stata organizzata dalla rete A pieno regime – no Ddl Sicurezza in previsione della mobilitazione per il 15 e 16 aprile, giorni in cui probabilmente il 1660, il Decreto paura, verrà votato».


(fonte: ilmattino.it)

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Editoriale

FRATTAMAGGIORE. Il Consigliere Aveta è solo la punta di un iceberg

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FRATTAMAGGIORE – Frattamaggiore. La situazione politica è così intrigata per cui ritengo di mettere su carta qualche riflessione sia con l’obiettivo di riordinare i tasselli, sia per sbrogliare una matassa intrigata come non mai.

Un caos determinato dal primo elemento che emerge. La sensazione è che sia sfuggito tutto di mano. Non ci sia un percorso lineare, condivisibile o no, a guidare il percorso della maggioranza, dell’opposizione, della minoranza e nemmeno della “zona di mezzo”.

Quest’ultima è un’area molto folta dove i consiglieri si danno battaglia pure a colpi di denunce, si etichettano in malo modo, usano parole durissime e cercano di impegnare persino le forze dell’ordine per poi fare pace e mettersi di nuovo insieme. Tutto fluttuabile, mobile, liquido. È vero che la politica è evoluzione ma accusare persone di aver commesso reati e poi andarci a braccetto un minuto dopo dimostra che c’è qualcosa che non va. Nessuno vuole contestare nessuno. La stampa ha messo in croce i consiglieri del Pd che rappresentano la massima espressione di questa incoerenza, chiamiamola così. Sacrificare solo i democratici diventa ingiusto perché chi più, chi meno, hanno dato tutti il contributo ad un contesto ormai senza più regole.

L’ultimo caso che ha trovato spazio sui blog locali è quello di Pasquale Aveta. Anni fa dall’opposizione salvò la maggioranza sul bilancio quando proprio la coalizione di Del Prete in aula si sgretolò. Con il tempo, Aveta cambiò posizione. In aula usò parole durissime accusando nei fatti i presenti di voto di scambio. Un concetto espresso in aula e ripreso dalla stampa: “Ho votato gratis il sindaco a Città metropolitana, non come chi ha avuto prebende e incarichi”.

Queste, in sintesi le sue parole che non lasciarono e non lasciano spazio all’interpretazione e tutte indirizzate al primo cittadino e ai consiglieri della sua coalizione. Non so se qualcuno ha presentato una formale denuncia, non sappiamo se qualcuno dei presenti si è sentito diffamato, ma quelle parole nell’ultimo consesso sul bilancio quando Aveta ha votato nuovamente favorevole per Marco Del Prete e insieme a quei consiglieri oggetto della sua denuncia pubblica, sono tornate nella testa di molti.

Frattamaggiore sta dimostrando un brutto vizio, quasi come se la legalità e le denunce debbano essere utilizzate a scopo politico, quasi per regolare i conti tra consiglieri in un determinato momento. E tutte su questioni importanti comunque ma di minore rilievo rispetto ai grandi temi sui quali nessuno parla. Concorsi di assunzione del personale al Municipio, concessioni edilizie, Pnrr, rifiuti, Ambito sociale, appalti, gare, cooperative edilizie e popolari. Qualcosa si potrebbe pure dire, qualche valutazione si potrebbe pure esprimere. Niente. Si prendono piccoli casi, spesso riconducibili alla politica, e li si denuncia per colpire ad personam quei soggetti che politicamente rappresentano un problema in quel momento magari in chiave elettorale per il denunciante. Dopo poco tempo, il denunciante non ha nessun problema ad intraprendere una iniziativa politica col denunciato facendo finta che niente sia successo.

Si può mai fare questo? Lo Stato può mai essere oggetto di queste dinamiche di piccolo cabotaggio? Di esempi sulle strane incoerenze se ne poterebbero fare ancora tante. Si pensi a Enzo Pellino del Pd. Dispiace che la penna cadi sempre lì, ma sono i fatti che la portano lì. Firma un documento pubblico con altri consiglieri nel quale afferma che la giunta va cambiata. Poche ore dopo, con altri consiglieri, firma un documento che la giunta deve restare in carica. È normale? Sul bilancio firma gli emendamenti “anti sindaco” con Francesco Russo e Nello Rossi. Arriva la seduta e si presenta in aula a votare il bilancio come se nulla fosse, rivendicando che “i consiglieri eletti del Pd eletti a sostegno di Marco Del Prete, tranne Parolisi” erano tutti in aula. Quindi attacca le iniziative degli assenti dimenticando che quelle iniziative riportavano la sua firma. Tralasciando il concetto politico “tutti presenti tranne Parolisi”. Significa che non erano presenti nemmeno tutti i consiglieri eletti con Del Prete.
Potrei continuare a citare ancora altri esempi. Inutile sprecare inchiostro. C’è da prendere atto che non esistono più regole, non esistono più posizioni e nemmeno schieramenti definiti. Non esiste più ordine. Caos totale e nessuno a rimettere il corso della consiliatura su un percorso che reputa lineare. Giusto o sbagliato che sia, serve qualcuno che riprenda il bandolo della matassa perché di questo passo non si va da nessuna pare. L’impazzimento può portare ad una degenerazione pesante che nessuno si augura per il bene della città. Il rischio c’è ed è fortissimo proprio a causa dei comportamenti assunti dai consiglieri comunali in questi anni. Come se l’insieme di quelle azioni avesse portato tutti in un imbuto.

Una persona interessata ad un minimo di coerenza, ad un progetto politico serio, ha difficoltà persino a collocarsi e persino a capire chi c’è, dove sta e per fare cosa. E allora la cosa più grave passa inosservata e una cosa lieve può far scoppiare il terremoto. Tutto alterato come non mai.
Come se ne esce? Il sindaco Del Prete dovrebbe fare chiarezza, tracciare una linea, definire uno steccato di maggioranza e prendere le distanze da chi ritiene non faccia il bene della città.

Restare nel limbo, dove persino nel suo partito ci sono tre, quattro, cinque, linee diverse su una decina di consiglieri comunali, non servirà a nulla. E si andrà sempre peggio. Lo scrivo nel suo interesse per tentare di salvare questo finale di consiliatura, minato ormai alle fondamenta dagli stessi consiglieri che hanno votato il bilancio. L’impazzimento totale che nessuno vuole fermare.

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Frattaminore

FRATTAMINORE. Intervista al Sindaco Giuseppe Bencivenga: “anni di amministrazione lunghi e larghi”.

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FRATTAMINORE – Un altro Sindaco che ha amministrato molto bene nell’area a nord di Napoli – un’area dove le Amministrazioni non riescono quasi mai a terminare il loro mandato – è Giuseppe Bencivenga primo cittadino di Frattaminore. Ad egli abbiamo deciso di fare un’intervista per capire quale sia stato il segreto della sua stabile governabilità:

Buongiorno sindaco. Un lungo percorso amministrativo, due elezioni vinte. L’ultima con un vantaggio molto largo. Come sono stati questi anni di amministrazione?

Caro direttore, sono stati innanzitutto in due dimensioni. Come diceva il buon De Crescenzo, sono stati lungi e larghi. Lunghi, perché amministrare comporta davvero una fatica enorme. Larghi, perché il tempo lo abbiamo impiegato per andare oltre l’ordinario. Per programmare e progettare, in sintesi per creare opportunità di sviluppo che andassero oltre la gestione dell’orticello.

Una lunga esperienza, iniziata all’opposizione e finita da sindaco di un prossimo decennio. Non pensa anche lei di essere divenuto ormai un protagonista ingombrante della politica di Frattaminore?

La domanda è pungente ma la accetto volentieri e anzi, le do ragione. Lo sono diventato senza dubbio. Perché chiunque occupa spazio per molto tempo tende a logorarsi, ad offrire l’immagine di chi occupa spazi più che creare opportunità. Ma le risolvo subito il dubbio. A breve l’esperienza politica del sindaco Bencivenga sarà finita. Potrò dedicarmi ad altro, consapevole però di aver dato davvero tutto me stesso. Mia moglie mi rimprovera spesso per questa esperienza, ma la rifarei cento volte, nonostante le enormi difficoltà affrontate.

Molti la accusano di aver reso “soporifera” la politica frattaminorese. Quella che un tempo era una piazza scoppiettante, oggi è invece allineata e la discussione anestetizzata. Non pensa di avere qualche colpa in tutto ciò?

No, direttore. In questo caso le rispondo in maniera netta. Posso assolutamente confermare che siamo riusciti a stabilizzare il quadro politico della nostra cittadina che storicamente è sempre stato molto litigioso e tratti quasi insopportabile. Ma questo risultato lo abbiamo raggiunto lavorando sodo per la città, senza risparmiarci e lavorando costantemente per tenere la coalizione e i consiglieri comunali uniti sugli obiettivi. Non creda che non esistano discussioni, talvolta anche animate, sulle questioni. Ciò che è cambiato è l’atteggiamento verso l’amministrazione della città. Perché i risultati, mi lasci essere un po’ vanesio, sono sotto gli occhi di tutti e quando questo accade anche il personale politico si sente gratificato e appagato del lavoro svolto.

Frattaminore ha una storia politica lunga e ricca di personaggi importanti. Ciò nonostante ad un certo punto, si è assistiti ad un lento declino del dibattito. Perdoni se insisto, ma si sente più bravo o più fortunato ad aver goduto di un tale clima?

Dimentica che siamo passati attraverso 3 candidature e 3 consigli comunali infuocati. Anche quest’ultimo, dove assistiamo a confronti laceranti e spesso a volume alto. Tuttavia mi pare si possa affermare che è terminata la stagione dei veleni, delle cattiverie, del rancore. Questo sicuramente. Ma non perché sia calato il dibattito, anzi io credo si sia addirittura alzato il livello dello stesso. Perché oggi non si discute con manifesti e lettere anonime, ma si entra nel merito delle questioni. Di questo devo dare atto anche all’opposizione che pur se di numero inferiore al passato, è battagliera ma corretta. Talvolta dura, senza aver mai dato spazio a nessun consociativismo. Una dinamica di maggioranza-opposizione dove ognuno fa il proprio ruolo. Un caso molto raro di questi tempi, non crede?

Alcuni la accusano di essere troppo vicino alla politica frattese, ed in particolare al sindaco Marco Antonio Del Prete e alla sua famiglia. Non a caso siete riusciti a risolvere un problema decennale, come quello della mancanza del gas di città, anche grazie al contributo fattivo offerto dai cugini frattesi. Vi è stato consentito un allaccio alla rete di Frattamaggiore. Cosa risponde a questo rilievo? Ma soprattutto, arriverà il momento in cui le vostre scelte divergeranno. Come si comporterà in quel caso?

Ma no! L’amicizia che mi lega alla famiglia Del Prete è cosa nota e viene da molto lontano. Pensi che il mio papà era già un caro amico di famiglia prima ancora che l’attuale sindaco dottor Del Prete nascesse. Ma questo rapporto non ma hai creato alcun disagio ma sicuramente tante opportunità. Quella del metano è stata una mano importante e di questo ringrazierò sempre non solo il sindaco ma tutta la città di Frattamaggiore, nostra cugina e sorella di destini. Ma sono certo che qualsiasi altro sindaco al suo posto ci avrebbe dato una mano, atteso che la soluzione tecnica era stata definitivamente trovata. Perché non ha comportato alcun aggravio per Frattamaggiore. Ma ribadisco con grande orgoglio l’amicizia e la stima che mi lega al sindaco Del Prete e alla sua famiglia. Per rispondere al suo quesito, di natura più squisitamente politica: in occasione delle elezioni del Consiglio metropolitano eravamo candidati entrambi. Abbiamo affrontato questa elezione con stima reciproca e sana rivalità, nonostante ci fosse competizione anche se interna alla stessa maggioranza. L’amicizia e le scelte politiche sono due cose distinte. Io e il sindaco abbiamo dimostrato in questi anni di saper gestire benissimo il rapporto in entrambe le sfere.

Alla sua ombra non sembra esserci però ancora un nuovo Bencivenga. Il rapporto con i socialisti tiene, ma cosa accadrà quando le toccherà fare un passo indietro? Crede che ci sarà un rimescolamento delle carte a discapito del Pd e degli uomini a lei più vicini? O si riuscirà a trovare una quadra?

La mia ombra non esiste, direttore. Perché le persone che mi hanno accompagnato in questa esperienza sono tutte adulte, vaccinate ed esposte politicamente. Credo tantissimo nella mia squadra e innanzitutto spero che si possa continuare a chiudere in bellezza questa esperienza. Abbiamo ancora tanti cantieri aperti che cambieranno per sempre il volto di Frattaminore. Su tutti, quello della ex Scuola Colombo sul cui cantiere sorgerà uno spazio aperto e alberato che ci consegnerà per la prima volta una piazza aperta. Noi la chiamiamo “Piazza Centrale”. Una cosa mai esistita prima. Chiudendo tutti questi progetti, consegneremo alla città un cambiamento talmente radicale che poi si dovrà solo gestire e proseguire su questa strada. Rivendicare la continuità di quest’azione amministrativa sarà un vanto futuro per chiunque e non credo che il nome di chi verrà dopo di me sarà un ostacolo per il proseguo di questa storia scritta insieme. Certo, c’è sempre da confrontarsi con le ambizioni di ognuno ed è assolutamente legittimo. Ma questa coalizione vincente ha dimostrato di poter farsi carico del futuro di Frattaminore in maniera egregia. Non vedo alcun motivo per cambiare rotta, anzi l’esatto contrario. Quanto ai socialisti, non potevamo avere alleato migliore. Leali, preparati, sempre corretti. Sono orgoglioso di questo al punto che ormai gli steccati politici sono superati e si sono trasformati in amicizie personali che resteranno ancora per molto tempo.

Il Puc ha creato non pochi dubbi e ha generato la protesta di alcuni cittadini sfociata anche in un manifesto pubblico. Stessa cosa per la pista ciclabile, che ha generato delle polemiche. Insomma, non va proprio tutto bene come sostiene lei…

Il puc è stato approvato in Consiglio comunale ed è stato fatto un lavoro davvero importante che rivendico con orgoglio. Inoltre a tal proposito, ricordo che è stato oggetto di un ricorso al tar che è stato bocciato in maniera integrale confermando la bontà di quel lavoro. Non ho dubbi che produrrà effetti molto positivi nei prossimi anni. Perché chiarisce tante zone di ombra urbanistiche dettate da uno strumento che non era più al passo con i tempi. Quindi sono sereno e anzi molto contento di aver portato a casa questo obiettivo di consiliatura. Per quanto riguarda la pista ciclabile, certe scelte hanno bisogno di tempo per essere assorbite. Ma a me basta vedere quante famiglie ne fanno uso, quanti ragazzi, quante persone disabili in carrozzina per decretarne il successo. Perché più spazio togliamo alle auto e le regaliamo al pubblico servizio, più dobbiamo essere felici. Ma non siamo nemmeno degli integralisti. Avremo tempo e modo di recepire i risultati di questo esperimento e qualora ci convincessimo che i benefici sono meno dei disagi, non avremo alcun dubbio a ripensarci. Ma al momento restiamo convinti della scelta.

Lei rivendica tanti risultati. Parla di tabù infranti. C’è qualcosa che rimpiange di non aver portato a casa? E cosa invece la rende più orgoglioso?

I risultati li rivendico perché sono davvero tanti. Non è propaganda, direttore. Davvero la invito se vuole ad approfondire insieme a me i tabù che come dico sempre abbiamo infranto. Li chiamo così perché sembravano cose impossibili da risolvere. La riapertura di via Liguori passando per il problema della pressione dell’acqua nelle case e finendo al metano, insieme a tante altre cose. Problemi considerati talmente impossibili da superare da diventare ormai il panorama di Frattaminore. Chiunque voleva venire a vivere in questo territorio sapeva di dover affrontare queste difficoltà. Ebbene noi le abbiamo risolte. Prese di petto una ad una, ma ci sarà modo di raccontarle se vorrà. Cosa rimpiango? Di non aver portato il mare a Frattaminore, ma magari nei prossimi anni riusciremo ad attrezzarci… battute a parte, abbiamo ancora qualche anno davanti. La domanda sui rimpianti me la rifaccia quando tutto sarà finito. Magari qualcosa insieme lo troviamo…

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