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L’interrogazione del consigliere regionale: “Servono concorsi regionali e assunzioni”

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“Dall’inizio dell’anno sono già quattro i suicidi nelle carceri campane. La carenza di personale di Polizia Penitenziaria e personale sanitario sta mettendo a dura prova la tenuta del sistema penitenziario nella nostra regione. La casa circondariale di Poggioreale conta 2000 detenuti, 500 oltre la capienza tollerabile, e il risicato organico di Polizia Penitenziaria, costretto in molte occasioni ad operare in urgenza per ricoveri ospedalieri fuori sede, sta compromettendo la sicurezza interna del penitenziario. La carenza di locali idonei alle attività terapeutiche e l’esiguità del personale socio-sanitario rendono del tutto inadeguata l’assistenza sanitaria. Come denunciato dal sindacato Con.Si.Pe., un solo infermiere deve assistere fino a mille detenuti nella speranza che non si verifichino due o più criticità contemporaneamente.

Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale ha già evidenziato al Direttore Generale dell’Asl Na1 la particolare situazione nelle carceri di Poggioreale, Secondigliano e Nisida e la necessità di figure che garantiscano la salute mentale attraverso attività di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento di coloro che presentano un disagio mentale o una malattia psichica”. Dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello che sul tema ha presentato un’interrogazione alla giunta regionale.

“Nella mia interrogazione ho chiesto alla giunta di intervenire con urgenza per garantire ai detenuti l’indispensabile supporto terapeutico, psicologico e psichiatrico. Servono concorsi regionali e assunzioni di personale sanitario da destinare esclusivamente alle carceri campane attraverso l’azione congiunta tra Regione Campania e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. L’appello è urgente – conclude Saiello – la giunta agisca in fretta”

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Si ipotizzano omicidio e disastro colposo per l’esplosione a Ercolano

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Si ipotizzano i reati di omicidio colposo plurimo e di disastro colposo nelle indagini sull’esplosione di una fabbrica abusiva di fuochi d’artificio che ieri ha causato la morte di tre giovani, un 18enne, che lascia un bimbo di 4 mesi, e di due gemelle di 26 anni.
    Secondo quanto si è appreso l’onda d’urto ha proiettato il corpo del 18enne a decine di metri dal luogo dell’esplosione: la salma è stata recuperata e poi trasferita al secondo policlinico di Napoli dove verrà sottoposto a esame autoptico.

Oggi dovrebbero essere recuperate le salme delle altre due vittime: ieri, infatti, si è resa necessaria la sospensione dei lavori per il timore di altri scoppi visto che l’area era disseminata di polvere pirica e botti inesplosi.
    Identificato, nel frattempo, dai carabinieri il proprietario dell’immobile che era stato adibito abusivamente alla produzione e al confezionamento dei fuochi d’artificio: si tratta di un 38enne che, accompagnato dal suo avvocato non ha voluto rilasciare dichiarazioni agli inquirenti.

La sua posizione ora è al vaglio del sostituto procuratore di Napoli Vincenzo Toscano.
    Intanto i militari sono al lavoro per fare luce sulle cause della deflagrazione: al momento non ci sono certezze su come si sia innescato lo scoppio. L’area, già da ieri, per motivi di sicurezza è interdetta al passaggio dei veicoli e delle persone.
    Nelle prossime ore è prevista la bonifica da parte degli artificieri dell’arma dei carabinieri mentre i vigili del fuoco procederanno alla rimozione delle macerie. Successivamente si procederà alla messa in sicurezza della zona.

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Litiga con la compagna e scappa con il figlio di lei

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PIETRAMELARA – Ristretto ai domiciliari litiga con la compagna e scappa con il figlio 11enne di lei, ore di angoscia per una donna di Pietramelara

La madre dell’undicenne si è rivolta ai carabinieri e sporto denuncia rivolgendo un appello ai militari: “Aiutatemi a trovare mio figlio. Voglio solo sapere dove sta il mio piccolo e riabbracciarlo al più presto. Sto vivendo un incubo”. Scattate le ricerche, sul capo dell’uomo oltre all’evasione dagli arresti pende anche l’accusa di sottrazione di minore.

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Castellammare di Stabia rientro blindato per gli alunni

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Oggi gli alunni di Scanzano sono entrati in classe accompagnati dai genitori e protetti dalla presenza dei carabinieri. Non si placa la tensione all’istituto ‘2 Panzini’, dove giovedì scorso un gruppo di genitori e parenti dei bimbi hanno aggredito una docente di sostegno.

“La scuola deve essere un luogo dove si lavora e si studia nella serenità, e nell’armonia, è comunque grave che 30 ‘parenti’ si siano arrogati il diritto di esercitare una sorta di ‘giustizia fai da te’ contro un’insegnante.

L’episodio testimonia l’imbarbarimento di una società sempre più violenta, che ha necessità di recuperare i valori della civile convivenza”, lo scrive Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito

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