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L’editoriale. La buona stagione dei sindaci non dev’essere dispersa. Nel presente e guardando al futuro…

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La politica a Napoli nord è stata sempre mortificata, da un lato; dall’altro, i politici locali non sono mai riusciti, a differenza dell’area nolana e dell’area vesuviana, ad avere un respiro sovracomunale. Sempre rinchiusi nel piccolo orticello, nella logica di paese, penalizzando le loro stesse amministrazioni e quindi i territori che amministravano. Tranne pochissimi casi, come ade esempio, quello di Andrea Losco, ex sindaco di Cardito ed ex presidente della Regione Campania, le classi dirigenti dell’hinterland a nord del capoluogo partenopeo hanno sempre vissuto una sorta di complesso di inferiorità appena si trattava di mettere il naso fuori dai territori di competenza. Una scelta deleteria, superata dall’ultima ondata di sindaci. C’è la sensazione che siamo di fronte ad una svolta in grado di garantire alla parte peggiore della provincia di Napoli una nuova stagione. Almeno la speranza c’è, così come i segnali di rilancio. Ovviamente sugli scudi troviamo Giuseppe Cirillo, attuale sindaco di Cardito e vicepresidente della Città metropolitana di Napoli. Proiettato verso grandi traguardi. Cardito già ha beneficiato di questo incarico, ottenendo finanziamenti a pioggia e diventando da piccolo centro di provincia, da ghetto dormitorio a punto di riferimento almeno per tutti i Comuni dell’area. Cirillo, non è il solo. Marco Del Prete, sindacodi Frattamaggiore al secondo mandato, è anche consigliere presso la Città metropolitana di Napoli. E vorrebbe, nel caso in cui De Luca si possa ricandidare, provare la scalata alla Regione. Segnale evidente che il vento sta cambiando e anche su questi territori gli orizzonti iniziano ad allargarsi. E lo stesso vale per Frattaminore. Il sindaco Giuseppe Bencivenga eletto pure a Città metropolitana, riferimento del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi e della consigliera regionale del Pd, Bruna Fiola. Bencivenga è al suo secondo mandato a Frattaminore ed ha dimostrato, più di tutti, come si possa governare bene un territorio diffricile e spinoso garantendo la buona amministrazione, il rispetto della legalità e garantendo correttezza nei rapporti, aplomb istituzionale, correttezza e lealtà. La mediocrità che dilagava in passato fondava tutto sull’inciucio, sul fango, sulla delegittimazione. Mentalità tipica del degrado politico e sociale che ha prodotto negli anni malgoverno e logiche deviate, allontanando sempre di più le persone perbene dalla politica e dall’amministrazione.

Ecco perché intendo sottolineare questo aseptto dei sindaci dell’area nord proiettati verso traguardi sovracomunali. Si tratta di una novità importante per i cittadini perché poter contare su una rapprsentanza territoriale in Provincia, alla Regione o addirittura in Parlamento, significa opportunità collettive per questi paesi martoriati ed anche opportunità, all’interno della legalità, per imprese e eprofessionisti. Almeno sul flusso di informazioni da veicolare sui territori in relazione alle possibilità offerte dagli Enti sovracomunali. Senza dimenticare i finanziamenti che sono stati destinati ai “nostri” paesi proprio grazie ai ruoli ricoperti in Città metropolitana da Cirillo, Del Prete e Bencivenga. Innanzitutto loro hanno inaugurato una stagione di sindaci efficienti e lungimiranti, al netto di problemi che comunque caratterizzanole singole realtà locali. Il giudizio generale, però, dev’essere, analizzando i fatti fino a questo momento, molto positivo.

Scrivo questo anche per un altrto motivo, per aprire un’altra riflessione. Cirillo, Bencivenga e Del Prete sono tutti alla fne del “decennio”. Nessuno si potrà ricandidare a sindaco. E allora sul tavolo esistono due sfide. Una più generale, ossia fare rete per garantire a tre buoni sindaci la possibilità di “sacalare” la piramide ist5ituzionale, in modo da valorizzare il meglio che questi territori esprimono; l’altra sfida, più locale, resta la lungimiranza della classe politica, nei rispettivi paesi che saranno da qui a due anni chiamati al voto. La maturità di scegliere successori ai sindaci uscenti comunque di livello, sul piano culturale e della rappresentanza delle migliori istanze.

Due sfide molto importanti per il futuro dell’hinterland a nord di Napoli non facili perché il livello ocmplessivo della classe politica, senza offesa per nessuno, non è eccelso e sarà complicato trovare, dopo dieci anni di stabilità, una sintesi in grado di mettere d’accordo la maggioranza deipartiti, dei movimenti e dei consiglieri uscenti, mettendo insieme necessità politiche e quelle collettive. Brutto dirlo, non dovrebbe essere così, ma spesso viaggiano su binari addirittura opposti.

E’ necesario comprendere che bisognerebbe fare passi in avanti e non indietro, senza personalismi, senza guerre intestine, ma dandosi una mano affinché il meglio riesca ad affermasi sul piano sovracomunale e vi sia una cotninuità del “meglio” sui territri in chiave amministrativa, programmartica e di valori.

Un’analisi che va messa sul tavolo e che merita un’attenta riflessione da parte della classe dirigente e dei cittadini di questi territori.

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