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Lampedusa, oltre mille naufraghi soccorsi nelle ultime 36 ore: i dettagli

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Un vero e proprio esodo quello consumatosi ieri a Lampedusa, dove nel corso della mattinata più di 1000 persone sono arrivate e altre 50 accompagnate sull’isola. Invece la nave Libra viaggia verso l’Albania con 16 persone a bordo ed è destinata ai due nuovi centri voluti dal governo Meloni.

Nelle ultime 36 ore molti dei barchini sono partiti da Sfax ed El Amra, con a bordo per lo più subsahariani provenienti da Mali, Camerun, Costa d’Avorio, e poi decine in fuga dal Corno d’Africa, rotto dai conflitti, Sudan e Sud Sudan.

Pertanto, su Twitter divampa l’ironia, con Sea Watch che ha così pubblicato:

“Sedici persone selezionate arbitrariamente per la loro nazionalità sono su una nave da guerra italiana verso i lager albanesi, costati centinaia di milioni di euro. Intanto da ieri circa 1200 persone sbarcate a Lampedusa. Gestione dell’immigrazione con il Governo Meloni, risolta”.

Intanto a Lampedusa il flusso di arrivi continua, e fino alla tarda serata di ieri sul molo Favaloro si sono incolonnati i naufraghi soccorsi dalla Guardia Costiera e già dall’alba le operazioni sono iniziate di nuovo.

Contestualmente il comandante del veliero, Stefano, ha così spiegato:

“Per ore ci siamo limitati ad assisterli, quando è calato il buio le condizioni di sicurezza sono venute meno e dopo aver informato le autorità italiane li abbiamo presi a bordo. Erano tutti pigiati su un gommoncino e navigavano da almeno due giorni. Quando Nadir li ha raggiunti, da ore avevano finito acqua e cibo. Abbiamo contattato le autorità, come sempre. Fino ad oggi c’è sempre stata una cooperazione leale, basata sul presupposto che si è tutti impegnati a salvare le persone. Adesso che l’operazione Albania è partita, chiaramente le cose cambiano”.

Poi, prosegue: “Non si sapeva nulla dell’inizio delle operazioni. Domenica, mentre stavamo prendendo il largo, abbiamo visto sul radar una grande macchia nera non identificata. Avvicinandoci, abbiamo capito che si trattava della Libra. E lo scenario è chiaramente cambiato. Ci siamo posti la domanda su come avremmo reagito nel caso fosse arrivato l’ordine di assistere i naufraghi fino all’arrivo di una motovedetta, che avrebbe potuto portarli su una nave diretta in Albania. E rimane una questione aperta”.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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