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Giustizia

Chiude il reparto dell’Ospedale del Mare per andare al party: medico condannato

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Un anno e un mese di reclusione con la condizionale e un risarcimento da stabilire in sede civile: è la condanna che il Tribunale di Napoli ha inflitto al Dottore Francesco Pignatelli, chirurgo cardiovascolare finito sotto processo a Napoli per aver chiuso il reparto dell’Ospedale del Mare di cui era appena diventato primario per un party, organizzato l’8 luglio 2018 proprio per festeggiare la sua nomina.
La sentenza è stata emessa lo scorso fine settimana dal giudice monocratico della settima sezione penale. Al processo si era costituita parte civile l’Asl Napoli 1 Centro.

Il dottore Pignatelli venne successivamente licenziato. A difenderlo in questo procedimento giudiziario sono stati l’avvocato e professore Alfonso Furgiuele insieme con l’avvocato Stefano Montone.

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Cronaca

Terra dei Fuochi, Corte Europea dei Diritti Umani: “Le vite sono a rischio”

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“Le autorità italiane mettono a rischio la vita degli abitanti della Terra dei Fuochi, l’area campana coinvolta nei decenni scorsi nell’interramento di rifiuti tossici”.

Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l’Italia che, pur riconoscendo la situazione, non ha preso le dovute misure.

La Cedu ha stabilito che l’Italia deve introdurre, senza indugio misure generali in grado di affrontare in modo adeguato il fenomeno dell’inquinamento in questione. La sentenza è definitiva.

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Attualità

Magistratura in lutto a Napoli, è morto il Giudice Giustino Gatti

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Si è spento pochi giorni fa il giudice Giustino Gatti, aveva 78 anni (era nato il 14 aprile del 1946).

Una vita per la magistratura, una carriera interamente dedicata all’applicazione del Diritto, alla riaffermazione della legge dopo delitti e reati consumati sul nostro territorio. In questi giorni, la notizia della morte del giudice Giustino Gatti (avvenuta la scorsa settimana) ha colpito gli utenti del Palazzo di Giustizia, che hanno appreso della scomparsa del magistrato proprio a partire dai manifesti funebri: nomen omen, dunque, come se il giudice Giustino Gatti avesse firmato una sorta di patto esistenziale con la giustizia.

Era andato in pensione pochi anni fa, lasciando uno degli uffici di vertice del distretto giudiziario napoletano. Aveva svolto il ruolo di Presidente della sezione gip del Tribunale di Napoli, uno degli snodi più importanti per l’intero distretto di Corte di appello partenopeo. Lavoratore instancabile, non conosceva sosta, era ricordato per la sua presenza in ufficio in tutte le ore del giorno e della settimana.

Da Presidente di Corte di Assise che ha inflitto la condanna al killer della 14enne Annalisa Durante, un verdetto a 21 anni di reclusione che ha inchiodato Salvatore Giuliano (il «rosso»), poi confermato nei successivi gradi di giudizio.

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Giustizia

Camera Penale di Napoli: “Allarmi inascoltati nel sistema di gestione del processo telematico”

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“Da tempo stiamo segnalando evidenti criticità nel sistema di gestione del processo penale telematico rimanendo puntualmente inascoltati dal Ministero”.

Così la Camera Penale di Napoli commenta il passaggio al deposito con modalità esclusivamente telematiche degli atti di Procura e tribunale che, viene sottolineato, “ha gettato nel caos l’intera macchina giudiziaria”.

La novità è stata introdotta via decreto lo scorso 27 dicembre ed è entrata in vigore il primo gennaio “nonostante – viene sottolineato – le innegabili patologie del portale ministeriale e dei protocolli applicativi, che avrebbero imposto uno slittamento dei termini di entrata in vigore delle nuove procedure”.
“Apprendiamo con favore che anche l’Anm e la Procura Generale – prosegue la Camera Penale di Napoli – pongono l’accento sulle ‘difficoltà’ e sui ‘gravi disagi’ legati al nuovo sistema. In queste ore ci siamo mobilitati per fornire ai colleghi un breve vademecum per districarsi tra le nuove procedure e le varie scadenze e stiamo analizzando nei dettagli tutti i problemi pratici legati alla gestione del processo telematico per discuterne in tempi brevi con i vertici degli uffici giudiziari napoletani, provando a dare un contributo per evitare ulteriori danni”.


(fonte: Ansa)

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