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POLITICA

Assegno inclusione, la Cisl Fp proclama lo stato di agitazione dei centri per l’impiego

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La delegazione Cisl Funzione Pubblica della Giunta regionale della Campania, con un documento a firma del responsabile territoriale Aniello Salzano e dei coordinatori Rsu Luigi De Bernardo e Giovanni Ruscetti, ha proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori dei Centri per l’Impiego, “presi d’assalto – è scritto in una nota – da parte dei titolari dell’assegno di inclusione con grave rischio per la sicurezza degli addetti delle varie sedi”.

Già altre volte in passato la federazione ha messo in rilievo le criticità esistenti, al punto che a più riprese in questi mesi sono dovute intervenire le forze dell’ordine per evitare che la situazione potesse degenerare. Il problema – secondo il sindacato – è affrontabile “solo predisponendo azioni organizzative idonee per consentire un’adeguata gestione dell’utenza, autorizzando una necessaria dotazione di ore di straordinario al personale, in modo da consentire di aumentare il numero di pratiche giornaliere lavorate, senza che vengano intaccati gli altri servizi”. 

Il leader regionale della Fp Lorenzo Medici mette in evidenza che “siamo di fronte ad una condizione di invivibilità dei CPI, diventati nei fatti il terminale ultimo di un lavoro che deve vedere in campo anche altre responsabilità. Per questo motivo chiediamo l’apertura immediata di un tavolo di confronto con Giunta regionale, Prefetture, Comuni ed Inps per pervenire ad una distribuzione razionale dei carichi di lavoro, definendo la gestione dei flussi di accesso, con apposite prenotazioni e convocazioni. Senza queste decisioni – conclude il segretario generale – la Cisl Fp è pronta a promuovere una manifestazione pubblica a difesa del personale e degli stessi cittadini, che subiscono le conseguenze negative di una totale disorganizzazione del servizio”.

(fonte: ilmattino.it)

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Politica

Ddl Sicurezza, protesta alla Federico II di Napoli

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No al Ddl paura. Cosi è stato ribattezzato il decreto sicurezza 1660 dagli studenti napoletani che lo hanno anche scritto su uno striscione esposto alla facoltà di lettere della Federico II.

Oltre allo striscione gli studenti hanno anche affisso numerose locandine con la scritta «I servizi segreti ci stanno spiando» con il disegno stilizzato dell’ occhio del Grande fratello di Orwell.

Questa iniziativa – hanno spiegato i promotori della protesta – è stata organizzata dalla rete A pieno regime – no Ddl Sicurezza in previsione della mobilitazione per il 15 e 16 aprile, giorni in cui probabilmente il 1660, il Decreto paura, verrà votato».


(fonte: ilmattino.it)

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Attualità

Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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Politica

Il piano dell’Unione Europea per preparare i cittadini a un’eventuale guerra

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Un kit di sopravvivenza con acqua, cibo, medicine e batterie. Per resistere tre giorni. In caso di guerra, disastri naturali o altri stati di crisi. La Commissione Europea lo ha presentato nella mattinata di ieri 26 marzo a Bruxelles.

Uno dei punti che impatta maggiormente sulla percezione dei cittadini è sicuramente quello che riguarda la preparazione di una borsa contenente tutto il necessario per essere autosufficienti per 72 ore, ritenute le più critiche per la sopravvivenza in caso di conflitto armato o altra crisi.

A spiegarlo in un’intervista all’Afp è la Commissaria europea per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib: “Sosterremo gli Stati membri nella preparazione di quello che viene chiamato un kit di resilienza, in modo che tutti i cittadini siano pronti a resistere e a essere strategicamente autonomi per almeno 72 ore”. 

I prodotti ritenuti indispensabili sono una decina, tra cui acqua, cibo e medicinali di base, torcia elettrica, fiammiferi, power bank e documenti in una custodia impermeabile.

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