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Giustizia

Melito, scambio elettorale politico mafioso: assoluzione per l’ex sindaco Luciano Mottola

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L’imprenditore Emilio Rostan, padre dell’ex deputata Michela Rostan, è stato assolto dall’accusa di scambio elettorale politico mafioso, per il quale la Procura aveva chiesto 13 anni di reclusione.
Era difeso dai penalisti Alfredo Capuano e Umberto Del Basso De Caro ed era stato coinvolto sulla scorta di alcune intercettazioni condotte per quasi due anni con il sistema Trojan, che – alla luce del processo – non hanno offerto alcun riscontro all’ipotesi di accusa.

Un punto, quello delle intercettazioni, su cui la difesa ha sempre eccepito la inutilizzabilità.
E’ questo il verdetto del gup Fabio Lombardo, nel corso del processo sulle presunte corruzioni elettorali a Melito. Assolto anche il sindaco Luciano Mottola (difeso dal penalista Alfonso Quarto e dal cugino omonimo Luciano Mottola), che era finito in cella per alcuni mesi, fino all’intervento del Riesame (postumo rispetto al provvedimento di annullamento della Cassazione).

Ci sono state condanne al termine del verdetto di primo grado, Giuseppe Siviero è stato condannato a 10 anni, Francesco Siviero è stato condannato a 8 anni e 8 mesi, Francesco Della Gaggia, 8 anni e otto mesi, in quanto presunti esponenti del gruppo Amato-Pagano. Assolto Luigi Ruggiero, all’epoca consigliere comunale. Tutti i soggetti condannati potranno fare appello, mentre la Procura – lette le motivazioni – potrà valutare eventuali ricorsi. 


(fonte: ilmattino.it)

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Cronaca

Terra dei Fuochi, Corte Europea dei Diritti Umani: “Le vite sono a rischio”

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“Le autorità italiane mettono a rischio la vita degli abitanti della Terra dei Fuochi, l’area campana coinvolta nei decenni scorsi nell’interramento di rifiuti tossici”.

Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l’Italia che, pur riconoscendo la situazione, non ha preso le dovute misure.

La Cedu ha stabilito che l’Italia deve introdurre, senza indugio misure generali in grado di affrontare in modo adeguato il fenomeno dell’inquinamento in questione. La sentenza è definitiva.

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Attualità

Magistratura in lutto a Napoli, è morto il Giudice Giustino Gatti

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Si è spento pochi giorni fa il giudice Giustino Gatti, aveva 78 anni (era nato il 14 aprile del 1946).

Una vita per la magistratura, una carriera interamente dedicata all’applicazione del Diritto, alla riaffermazione della legge dopo delitti e reati consumati sul nostro territorio. In questi giorni, la notizia della morte del giudice Giustino Gatti (avvenuta la scorsa settimana) ha colpito gli utenti del Palazzo di Giustizia, che hanno appreso della scomparsa del magistrato proprio a partire dai manifesti funebri: nomen omen, dunque, come se il giudice Giustino Gatti avesse firmato una sorta di patto esistenziale con la giustizia.

Era andato in pensione pochi anni fa, lasciando uno degli uffici di vertice del distretto giudiziario napoletano. Aveva svolto il ruolo di Presidente della sezione gip del Tribunale di Napoli, uno degli snodi più importanti per l’intero distretto di Corte di appello partenopeo. Lavoratore instancabile, non conosceva sosta, era ricordato per la sua presenza in ufficio in tutte le ore del giorno e della settimana.

Da Presidente di Corte di Assise che ha inflitto la condanna al killer della 14enne Annalisa Durante, un verdetto a 21 anni di reclusione che ha inchiodato Salvatore Giuliano (il «rosso»), poi confermato nei successivi gradi di giudizio.

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Giustizia

Camera Penale di Napoli: “Allarmi inascoltati nel sistema di gestione del processo telematico”

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“Da tempo stiamo segnalando evidenti criticità nel sistema di gestione del processo penale telematico rimanendo puntualmente inascoltati dal Ministero”.

Così la Camera Penale di Napoli commenta il passaggio al deposito con modalità esclusivamente telematiche degli atti di Procura e tribunale che, viene sottolineato, “ha gettato nel caos l’intera macchina giudiziaria”.

La novità è stata introdotta via decreto lo scorso 27 dicembre ed è entrata in vigore il primo gennaio “nonostante – viene sottolineato – le innegabili patologie del portale ministeriale e dei protocolli applicativi, che avrebbero imposto uno slittamento dei termini di entrata in vigore delle nuove procedure”.
“Apprendiamo con favore che anche l’Anm e la Procura Generale – prosegue la Camera Penale di Napoli – pongono l’accento sulle ‘difficoltà’ e sui ‘gravi disagi’ legati al nuovo sistema. In queste ore ci siamo mobilitati per fornire ai colleghi un breve vademecum per districarsi tra le nuove procedure e le varie scadenze e stiamo analizzando nei dettagli tutti i problemi pratici legati alla gestione del processo telematico per discuterne in tempi brevi con i vertici degli uffici giudiziari napoletani, provando a dare un contributo per evitare ulteriori danni”.


(fonte: Ansa)

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