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Proteste a Baiano, manifestanti in piazza contro la chiusura della linea Circumvesuviana

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Nel corso della mattinata odierna, decine di cittadini hanno partecipato alla manifestazione di protesta in vista della chiusura della linea Napoli-Baiano della Circumvesuviana, in programma a partire da domani per lavori urgenti alla rete.

La manifestazione si è tenuta a Baiano, in piazza Napolitano, e vi ha partecipato anche il segretario nazionale ferrotranvieri del trasporto pubblico locale del sindacato Orsa, Gennaro Conte. Ecco quanto sottolineato dagli organizzatori della manifestazione in una nota:

“L’esecuzione dei lavori può essere effettuata di notte, così come avviene ed è programmata e pubblicizzata per la linea di Sorrento, lasciando aperto il servizio durante la giornata; le corse di bus predisposte non rappresentano un vero servizio sostitutivo, in quanto non consentono la mobilità tra i comuni delle tratte interessate dalla sospensione; la chiusura dal primo luglio pregiudica la mobilità di molti studenti impegnati a sostenere gli esami di maturità nei tanti istituti di istruzione secondaria che insistano sulla linea; la chiusura totale delle tratte di Baiano e di San Giorgio non consente di testare nei mesi estivi, in un periodo di minore stress, i servizi sostitutivi da Volla e le coincidenze da San Giorgio, prima dell’apertura delle scuole a settembre; la carenza di treni, forse la vera causa, che oggi ha portato alla chiusura delle linee Baiano e San Giorgio per rafforzare il servizio sulla linea di Sorrento, aumenterà fino a settembre 2025”.

Poi, aggiungono: “EAV, in virtù di questo atavico e irrisolto problema, dovrebbe attivarsi per migliorare il dialogo con i comitati e le associazioni di pendolari al fine di redigere un nuovo piano di esercizio condiviso, spalmando in modo equo viaggi e disagi su tutte le linee”.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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