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Castellammare di Stabia, in programma investimenti da 40 milioni di euro per il rilancio del porto: i particolari

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Il sottosegretario di Stato al MIT, Tullio Ferrante, è intervenuto a margine di un incontro con le rappresentanze degli imprenditori portuali stabiesi parlando degli investimenti programmati per la crescita di Castellammare. Ecco le sue parole:

“Con gli investimenti che abbiamo programmato potremo assicurare un solido percorso di crescita per Castellammare di Stabia. La città guarda al futuro grazie alle potenzialità del suo scalo che, come Mit, siamo pronti a sostenere per rilanciare Castellammare sul piano infrastrutturale, economico e sociale. La chiave di volta sarà il dialogo costante con gli enti e le categorie, autentico motore trainante di questa realtà marittima e produttiva. È insieme a loro che vogliamo promuovere lo sviluppo di Castellammare e costruire la città del domani”. 

Poi, prosegue: “Gli interventi programmati dall’Autorità di sistema portuale per il porto di Castellammare di Stabia ammontano a circa 40 milioni di euro e saranno destinati all’ampliamento del porto, oltre che alla messa in sicurezza e manutenzione dello scalo. Grazie a queste risorse, sarà possibile valorizzarne la vocazione turistica, che sarà ulteriormente alimentata dalla realizzazione del waterfront cittadino. Un progetto che andrà inserito in un più ampio contesto di rigenerazione urbana e darà nuova linfa al tessuto sociale ed economico della città”.

Infine, conclude: “La sinergia istituzionale tra il Mit e il Comune sarà fondamentale per consentire alla città di esprimere la sua anima turistica, oltre a quella cantieristica, e di creare nuovi spazi urbani che consentiranno di sviluppare la città verso il mare. Il nostro obiettivo sarà quello di lavorare di concerto con la nuova amministrazione affinché il porto stabiese possa diventare tra i più belli e attrattivi d’Italia”.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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