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Cronaca

Orrore e torture nel carcere di Milano, la denuncia delle vittime: i particolari

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L’orrore vissuto dai detenuti del carcere minorile Cesare Beccaria di Milano si tramuta nelle testimonianze delle vittime, ascoltate dai giudici in merito ai soprusi subiti dagli agenti della Polizia Penitenziaria.

In particolare, i detenuti hanno riferito che gli agenti gli davano botte così forti da farli svenire, talvolta anche 10 contro uno. Poi via ai pestaggi con i sacchi di sabbia, consumatisi in celle specifiche scelte per le punizioni e le vessazioni.

Pertanto, una delle testimonianze raccolte riguarda un pestaggio avvenuto nel 2021:

“Quando hanno iniziato a picchiarmi, mi sono protetto raggomitolandomi con le braccia intorno al viso: ero ammanettato e le ginocchia verso il petto per proteggermi dai colpi, ho sentito dei colpi sulla schiena e un bastone che si spezzava”.

Inoltre come emerge dall’ordinanza del Gip Stefania Donadeo, dalle testimonianze e dalle immagini delle telecamere e dalle intercettazioni, nella sequenza delle violenze ce n’è una ritenuta ‘la più grave’: si tratta della spedizione punitiva nei confronti di un ragazzo che aveva la colpa di aver reagito alle molestie sessuali di una delle guardie.

Infatti in sei, dopo averlo reso inoffensivo con spray al peperoncino, lo avrebbero insultato e pestato a sangue, per poi ammanettarlo e colpirlo mentre lui era a terra e tentava di difendersi con un pezzo di piastrella. In seguito lo avrebbero portato in cella d’isolamento e denudato, prendendolo a cinghiate fino a farlo a sanguinare, lasciandolo a terra e senza indumenti.

Cronaca

19enne uccide il padre davanti alla madre per difenderla

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Nel corso della nottata, i Carabinieri di Trento sono intervenuti in un appartamento di Mezzolombardo ove un uomo, 46enne bosniaco, era stato accoltellato mortalmente dal figlio di 19 anni.

Sembrerebbe che il ragazzo,  Bojan Panic, sia intervenuto per difendere la propria madre che in quel frangente stava subendo un’aggressione da parte del marito, Simeun Panic

Il ragazzo, rimasto sul posto, è stato arrestato nella flagranza del reato di omicidio.

Sono in corso accertamenti a cura del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale coordinati dal pm di Trento per ricostruire l’esatta dinamica dell’evento e meglio delineare il contesto. La madre deve essere sentita. 

La famiglia, di origine bosniaca, era arrivata in Italia da molti anni, quando il Bojan era ancora un bambino. Prima di trasferirsi a Mezzolombardo vivevano a Lavis, in Trentino.

All’Arma non risultano denunce per maltrattamenti.


(fonte: Ansa)

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Cronaca

Napoli, scoperte telecamere per spiare i clienti in un B&b: attività sospesa per 60 giorni

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Il Questore di Napoli, Maurizio Agricola, su proposta del Commissariato Vomero, ha disposto la sospensione per 60 giorni dell’attività di locazione turistica pura nei confronti di una struttura ricettiva in zona Arenella.

In particolare, il 14 marzo scorso, gli agenti del locale commissariato erano intervenuti presso la struttura in questione poiché una coppia aveva segnalato la presenza di due telecamere occultate nella stanza in cui era ospite.

Giunti sul posto, i poliziotti avevano riscontrato la presenza delle 2 microcamere funzionanti sia nel bagno che nella camera da letto. In quella circostanza, gli operatori avevano denunciato il proprietario per diffusione di riprese e registrazioni fraudolente. Il provvedimento è dunque finalizzato a scongiurare un concreto pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini.

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Cronaca

Tamponamento a via Marina: automobilisti coinvolti soccorsi da Francesco Emilio Borrelli

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Incidente intorno alle 14.00 di oggi all’esterno della sede Regionale di Palazzo Armieri a via Marina pochi metri dopo lo svincolo di via Duomo in direzione centro città.

Fortunatamente solo danni alle vetture e qualche escoriazione per gli automobilisti coinvolti; situazione che ha comunque necessitato dell’intervento dei soccorsi sanitari arrivati sul posto circa mezz’ora dopo.

Soccorritore d’eccezione, il deputato Francesco Emilio Borrelli che si trovava casualmente sul posto mentre era intento a documentare alcuni fenomeni di degrado urbano nell’area circostante. Subito dopo il tamponamento a catena Borrelli è intervenuto in soccorso di una delle vittime coinvolte nell’incidente chiamando i soccorsi.

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