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Napoli, al via i lavori della Galleria Umberto

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Sono partiti ufficialmente i lavori di riqualificazione della Galleria Umberto a Napoli, con le opere che si concentreranno sulla ripavimentazione in marmo e sulla realizzazione del locale di guardiania.

Pertanto, il comune ha emesso nei giorni scorsi un’ordinanza per agevolare la prima fase del restauro. Ecco quanto riferisce l’assessore Lieto:

“Il Comune ha realizzato anche un programma di gestione del cantiere, che prevede naturalmente un uso continuo dello spazio della Galleria. La delicatezza dell’apposizione di manufatti contemporanei rispetto ad un’architettura storica che ha delle caratteristiche molto particolari ha condotto alla decisione di realizzare le chiusure di due dei quattro varchi, quello su via Santa Brigida e quello su via Verdi. La responsabile dell’Urbanistica annuncia che per giugno contiamo di avere il progetto esecutivo compiuto e validato, e dunque per la fine dell’anno completare questo progetto realizzando effettivamente le due chiusure annunciate”.

Ecco l’ordinanza:

 1. Nell’area antistante il porticato della Galleria Umberto I, fronte Teatro San Carlo, l’area riservata alla sosta delle autovetture in servizio pubblico non di linea (taxi);

2. Le aree riservate alla sosta regolamentata a tariffa (strisce blu), poste parallelamente al marciapiede;

3. Consentire alle autovetture in servizio pubblico non di linea (taxi) di cui al precedente punto 1 la sosta in corrispondenza delle aree di cui al precedente punto 2.

Il restauro della pavimentazione in marmo interesserà una superficie di 4.700 metri quadrati e prevede pulitura, consolidamento dei materiali lapidei, rimozione dei detriti e protezione finale per garantire la tenuta nel tempo del pavimento. Il recupero dei 152 lucernari calpestabili in ferro e vetro collocati nella pavimentazione, prevede la rimozione dei vetri esistenti e il ripristino del ‘sottograta’.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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