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Torna l’Acquaflash, l’area di 300mila metri quadri di Licola sarà destinata al parco acquatico

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Buone notizie da Licola dove si lavora per far riaprire l’Acquaflash in via Masseria Vecchia. Il parco acquatico di Licola (prenderà il posto del Pareo Park) è stato rilevato infatti da un gruppo di imprenditori guidati dal patron di “Edenlandia”, Gianluca Vorzillo. L’area di 300mila metri quadri di Licola tornerà dunque a chiamarsi Acquaflash dopo decenni di denominazioni diverse, che forse non ne hanno ripetuto il successo degli anni ’90.

“Un imprenditore prima di realizzare un progetto, parte da un idea o meglio da un sogno. Poi lo racconta a chi gli è più vicino per vedere se la sua visione è giusta o sbagliata. C’è chi ti pone davanti tutte le difficoltà, chi invece ti sorride mentre parli, pensando che non riuscirai a realizzare nemmeno il 5% di ciò Che hai detto. E poi raramente trovi quello che dice io sto con te! Il tuo sogno da questo momento è anche mio. E te ne accorgi non solo dalle parole, ma guardandolo negli occhi ritrovi la stessa tua passione, le stessa enfasi, la stessa forza e lo stesso coraggio che metti tu in tutto quello che fai.

Questo progetto parte da lontano, sono passati 5 anni e finalmente ho trovato non solo un partner tecnico, morale, operativo, posso dire di aver trovato un grande amico, un eccellente professionista e un Uomo, che da subito ha detto IO ci sono. Sono fiero ed onorato di metterlo al centro della mia cerchia di amici fraterni (pochi, pochissimi ma sani e pieni di valori morali) Da domani si inizia, bisogna preparare la prima conferenza stampa per la presentazione del progetto, Bisogna iniziare i lavori di ammodernamento, bisogna riportare un marchio storico al livello che merita”, scrive in una nota il neo patron Vorzillo.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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