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Nazionale

Infrastrutture. Il senatore Franco Silvestro (FI) elogia Salvini: “Uomo di Garanzia”

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“Le parole del ministro Salvini, che oggi ha risposto in Senato ad un’interrogazione di Forza Italia, sulla necessità di garantire al più presto la completa viabilità della strada statale 562 denominata Mingardina nel Cilento vanno nella direzione da noi auspicata. Si tratta infatti di un’arteria stradale, chiusa forzatamente per la messa in sicurezza e riaperta dopo 5 mesi a corsia alternata, che costituisce l’accesso principale a Marina di Camerota ed è utilizzata dai turisti e dai residenti per raggiungere gli ospedali e i plessi scolastici di Vallo della Lucania e Sapri, oltre ad essere la via di fuga principale nel piano di protezione civile comunale vigente. Le continue dispute tra il Comune di Camerota, la Soprintendenza di Salerno e l’Ente Parco nazionale del Cilento, alle quali assistiamo da mesi, non fanno altro che rallentare le attività di messa in sicurezza e di riapertura. Siamo convinti che il ministro Salvini sia la persona giusta per intervenirepresso gli enti preposti, così come ci ha assicurato, per appianare queste controversie nell’esclusivo interesse dei cittadini”. Lo ha detto in Aula il senatore di Forza Italia, Francesco Silvestro, intervenendo in replica al question time con il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.

Afragola

Tutta la verità sul Congresso di Più Europa e la necessità del dirigente Mosca di fare chiarezza a mezzo social

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AFRAGOLA – Non si placano le polemiche sulla votazione delle cariche tenutesi nell’ultimo congresso di Più Europa del 9 febbraio scorso all’interno dell’Auditorium Antonianum di Roma. Chi ha perso non ci sta e proprio come il bambino che porta via il pallone da una partita di calcio che sta perdendo dicendo che è suo, così Benedetto della Vedova e Valerio Federico chiamano le testate giornalistiche amiche e cercano di fuorviare l’informazione sulla verità delle elezioni romane di Più Europa, adducendo la loro sconfitta ad una chiamata alle armi di un terzo dei tesseramenti che in realtà e nelle mani di una sola regione, la Campania.

Ma Della Vedova non era quello convinto della mozione unica a Presidente del Partito perché sicuro di essere coperto dall’endorsement della fondatrice Emma Bonino, al punto tale da apostrofare un dirigente di partito afragolese con l’appellativo “mezza potenza”? L’ex Segretario di Più Europa non è lo stesso che riteneva le 1900 tessere campane non influenti alla determinazione di quanto già stabilito nelle segrete stanze insieme ai vertici del partito? Non è lo stesso che era già a conoscenza – sin dal 31 dicembre 2024 – che le tessere in Campania rappresentassero un terzo degli iscritti?

Per non parlare del fatto che gli elettori di Valerio Federico in realtà sono stati gli stessi che hanno eletto Presidente Matteo Hallisey votando quindi contro Benedetto Della Vedova, quindi per Federico se si vota Hallisey Presidente tutto apposto, la Campania non “imbroglia” se si vota Taibi tesoriere allora la Campania ha fatto incetta di tessere. Delle due l’una. Come funziona per l’ex tesoriere?

In realtà Afragola ha dato lezioni di Democrazia in quel di Roma. Ha dimostrato a tutti come si determina, con soli 72 tesseramenti – avete capito bene 72 tessere – un Congresso di un partito, attuando le strategie elettive di sempre. Al di là dello scivolone preso attraverso il suo video pubblicato a mezzo social dal direttore de “Il Tempo” Tommaso Cerno – che andando solo dietro alle notizie fuorvianti provenienti dai vinti, senza verificare la genuinità della notizia come ogni buon giornalista deve fare – le elezioni congressuali non sono state vinte da Magi, Hallisey e Taibi ma in realtà sono state perse da Benedetto della Vedova in persona e vi spiego come.

Come quella del Segretario, era nell’aria che anche quella del Presidente del partito dovesse essere una mozione unica e forse su questa linea, tracciata dagli stati generali del partito, erano tutti d’accordo. Ma a metà congresso quando si stavano votando le mozioni statutarie, salta fuori proprio dai candidati della lista “Europeismo o Fascismo” di espressione dell’ex Segretario Della Vedova, una mozione del tutto discriminante nei confronti della Campania.

I proponenti volevano apportare una modifica allo Statuto che indicasse il numero dei delegati al Congresso basandosi un calcolo ponderato tra gli abitanti della regione, i voti presi alle ultime elezioni e il numero dei tesserati iscritti di quella regione e non più basato sul semplice numero di tesserati come è oggi. In realtà questa mozione, secondo i proponenti, doveva porre argine al numero di adesioni che negli ultimi anni proveniva proprio dalle regioni meridionali del Paese e nello specifico dalla Campania. Un pericolo che solo chi ha potuto inserire la parola “fascismo” nel nome della propria lista potesse concepire, dato che il numero della Campania è lievitato fisiologicamente, di pari passo con i voti di preferenza al partito stesso. Così, dopo una confusione sul riconteggio dei voti a quella mozione, tutta la Campania si ribella a questa visione discriminante di una parte del partito e “minaccia” di lasciare l’aula se i lavori non sarebbero continuati in maniera del tutto democratica rispettando i più basilari principi di equità.

Da qui, in aula, come in ogni contesto democratico che si rispetti, nasce il voto di protesta contro Benedetto Della Vedova reo di essere il portabandiera di quella mozione e conoscendo le strategie del gruppo “Operazione Millennium” si decide di votare l’emiliano – no campano – molto più democratico Matteo Hallisey come Presidente del partito, mentre Valerio Federico, appoggiato solo da “Operazione Millennium” perde la competizione contro Carla Taibi alla carica di Tesoriere.

Per questo motivo il componente di Segreteria Raffaele Mosca afragolese doc, oggi ha sentito il bisogno di rispondere nei dettagli al Direttore Tommaso Cerno che, conoscitore solo della verità delle sue fonti, ignaro di quella della controparte e di tutto quanto sopra illustrato si è permesso di girare un video show senza possibilità di replica.

QUI IL VIDEO DI RAFFAELE MOSCA

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Nazionale

Autonomia Differenziata. Rossella Sessa FI: “Bene il lavoro del Senatore Silvestro su livelli LEP”

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ROMA – “Le dichiarazioni del Senatore Franco Silvestro, Presidente della Commissione Bicamerale Affari Regionali, sull’impegno per la individuazione delle risorse necessarie a garantire, in ogni territorio, livelli di assistenza minimi, nell’ambito del piano per l’Autonomia Differenziata, sono la migliore garanzia per tutti i cittadini, in modo particolare quelli delle Regioni meridionali, a cominciare dalla Campania, dove la pessima gestione del sistema sanitario, a livello regionale, ha messo in discussione il sacrosanto Diritto alla Salute. Il tour che i rappresentanti della Commissione, a breve, inizieranno in tutta Italia, compresa la Campania, è la conferma di una grande sensibilità da parte dell’attuale maggioranza di Governo nei confronti del tema della Sanità.”
E’ quanto dichiara Rossella Sessa, già parlamentare e Responsabile Regionale di FI per disabilità e disagio. 
In questo senso Forza Italia, con i suoi Ministri e Parlamentari, insieme a tutta la maggioranza di Governo, sta attuando una politica che va nella direzione dell’uguaglianza di trattamento su tutti i territori, eliminando gli errori commessi, a livello locale, in modo particolare all’interno delle Regioni, da chi si è preoccupato solo di criticare e mai di costruire un corretto rapporto istituzionale.

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Napoli

Elezioni Politiche. Napoli si conferma una nazione a parte. Nel resto d’Italia vince il centrodestra a Napoli il M5S

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NAPOLI – In gergo, noi napoletani, quando andiamo all’estero siamo soliti dire: “Nun ce sta niente a fa, c’avimma sempre distinguere” ed è vero. Napoli è una piccola nazione nella nazione. Siamo la terza repubblica all’interno dello stivale dopo San Marino e Città del Vaticano e lo dimostrano i risultati delle ultime elezioni politiche.

Mentre il resto d’Italia si tinge di blu, ai napoletani invece piace il giallo, quello dell’assistenzialismo, del pressapochismo, della sprovvedutezza, del precariato della politica e dell’incompetenza.

Mentre gli italiani portano agli onori della cronaca politica Giorgia Meloni col suo 26,06% nella coalizione di centrodestra vincitrice di queste elezioni col 43,87%, a Napoli si registra la vittoria del Movimento 5 stelle col 41,36% facendo registrare sette dei nove seggi uninominali assegnati al partito di Conte.

Una visione della politica in controtendenza da sempre quella dei napoletani, che da sempre con le proprie scelte relegano la propria città ai margini della società.

Adesso sarà bello vedere, magari con la guida di Giorgia Meloni chissà, come si comporterà il futuro governo di centrodestra, nei confronti della città di Napoli, che non solo non ha preferito il programma dei conservatori italiani ma che presenta pure un’Amministrazione targata PD.

Purtroppo a farla da padrona nella vecchia capitale del Regno di Napoli è ancora quel sentimento personalistico che consente ad ogni singolo individuo di pensare prima e solo ai propri interessi. Per intenderci, il sentimento del “si salvi chi può”.

Ed è proprio quel sentimento, basato sulla voglia di tutelare e rinforzare i sussidi del Reddito di Cittadinanza che ha permesso al partito di Conte di far entrare in Parlamento gente semianalfabeta che pone la nostra città ai margini della futura agenda politica.

Si miei cari lettori, avete letto bene: semianalfabeti.

Perché chi ha votato il M5S in realtà non conosceva affatto i personaggi che questa legge elettorale balorda ha consentito di far eleggere. Una legge che ai partiti tradizionali, almeno a Napoli, gli si è ritorta contro.

E ora!? Ora i napoletani non hanno più alcun alibi. Se le cose, in questa città, per i prossimi cinque anni, non andranno secondo i loro desideri, a partire dalla conferma del Reddito di Cittadinanza, sarà solo ed esclusivamente colpa loro.

D’altronde è da un mese che non si fa altro che dire che Giorgia Meloni, una volta eletta, si batterà affinché sarà abolita la misura del Reddito di Cittadinanza e con Conte, oramai relegato all’opposizione, quali garanzie avranno i percettori? Nessuna. Ecco perché la cosa utile da fare è sempre quella di informarsi sulla vita politica del proprio Paese e non alzarsi dalla sedia solo quando si deve votare, scegliendo, tra l’altro, sempre quello che fa più comodo a se stessi.

Purtroppo per Napoli e per i napoletani l’aforisma che recita: “Il livello culturale della politica che amministra un Paese è di pari livello a quello di chi lo elegge” non è mai stato così attuale.

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