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Cronaca

Blitz dei carabinieri a Lampedusa: rinvenuto ingente carico di cocaina diretto a Catania

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Blitz dei carabinieri a Lampedusa, nell’ambito dell’Operazione Levante, dove hanno rinvenuto un carico di cocaina compreso tra i 150 e i 200 chili, probabilmente recuperato da un peschereccio locale nel luglio scorso.

In particolare, una tale quantità di cocaina avrebbe portato alla saturazione del mercato illecito di stupefacenti sull’isola, e da qui la necessità di spostarla in altre piazze della Sicilia, tra cui Catania.

Pertanto, tra gli 11 indagati figura il nome del catanese Francesco Romano, residente a Lampedusa e gestore di un rimessaggio imbarcazioni insieme al figlio Cristofaro, e che si sarebbe occupato di rivendere la droga sull’isola.

Tuttavia, quel carico fu visto come l’occasione della vita dall’indagato, il quale dopo essere entrato in contatto con chi deteneva una quota della sostanza, avrebbe smesso di vendere a Lampedusa la droga acquistata dai catanesi per cercare di concludere cessioni di droga a persone operanti su Catania.

A quel punto, si intensificarono i contatti tra Romano e i fratelli Cucina, Domenico e Nicola, entrambi imprenditori del posto e gestori di una ditta di trasporti e deposito per imbarcazioni, incaricati di cercare acquirenti sulla piazza di Catania. Acquirente trovato in un uomo sottoposto agli arresti domiciliari, anche se Cucina comincia a maturare i primi dubbi, a causa dei sempre più frequenti controlli della Polizia sull’isola.

Invece Romano, sempre più convinto dell’operazione, si recò direttamente sul posto per ritirare la sostanza, mentre Cucina si sarebbe occupato dell’organizzazione del viaggio e del veicolo su cui sarebbe stata occultata la sostanza stupefacente. Tuttavia, dopo che l’acquirente ha giudicato la merce di scarsa qualità, decidendo di pagarla ad un prezzo decisamente inferiore rispetto agli accordi iniziali, i rapporti tra Romano e il figlio hanno iniziato a scricchiolare, e di conseguenza anche quelli tra lui e i Cucina, che hanno poi portato alla rottura della cooperazione tra le due famiglie.

Cronaca

19enne uccide il padre davanti alla madre per difenderla

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Nel corso della nottata, i Carabinieri di Trento sono intervenuti in un appartamento di Mezzolombardo ove un uomo, 46enne bosniaco, era stato accoltellato mortalmente dal figlio di 19 anni.

Sembrerebbe che il ragazzo,  Bojan Panic, sia intervenuto per difendere la propria madre che in quel frangente stava subendo un’aggressione da parte del marito, Simeun Panic

Il ragazzo, rimasto sul posto, è stato arrestato nella flagranza del reato di omicidio.

Sono in corso accertamenti a cura del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale coordinati dal pm di Trento per ricostruire l’esatta dinamica dell’evento e meglio delineare il contesto. La madre deve essere sentita. 

La famiglia, di origine bosniaca, era arrivata in Italia da molti anni, quando il Bojan era ancora un bambino. Prima di trasferirsi a Mezzolombardo vivevano a Lavis, in Trentino.

All’Arma non risultano denunce per maltrattamenti.


(fonte: Ansa)

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Cronaca

Napoli, scoperte telecamere per spiare i clienti in un B&b: attività sospesa per 60 giorni

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Il Questore di Napoli, Maurizio Agricola, su proposta del Commissariato Vomero, ha disposto la sospensione per 60 giorni dell’attività di locazione turistica pura nei confronti di una struttura ricettiva in zona Arenella.

In particolare, il 14 marzo scorso, gli agenti del locale commissariato erano intervenuti presso la struttura in questione poiché una coppia aveva segnalato la presenza di due telecamere occultate nella stanza in cui era ospite.

Giunti sul posto, i poliziotti avevano riscontrato la presenza delle 2 microcamere funzionanti sia nel bagno che nella camera da letto. In quella circostanza, gli operatori avevano denunciato il proprietario per diffusione di riprese e registrazioni fraudolente. Il provvedimento è dunque finalizzato a scongiurare un concreto pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini.

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Cronaca

Tamponamento a via Marina: automobilisti coinvolti soccorsi da Francesco Emilio Borrelli

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Incidente intorno alle 14.00 di oggi all’esterno della sede Regionale di Palazzo Armieri a via Marina pochi metri dopo lo svincolo di via Duomo in direzione centro città.

Fortunatamente solo danni alle vetture e qualche escoriazione per gli automobilisti coinvolti; situazione che ha comunque necessitato dell’intervento dei soccorsi sanitari arrivati sul posto circa mezz’ora dopo.

Soccorritore d’eccezione, il deputato Francesco Emilio Borrelli che si trovava casualmente sul posto mentre era intento a documentare alcuni fenomeni di degrado urbano nell’area circostante. Subito dopo il tamponamento a catena Borrelli è intervenuto in soccorso di una delle vittime coinvolte nell’incidente chiamando i soccorsi.

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