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Portici. Notte da incubo, 72 persone sgomberate e 26 persone costrette a lasciare le loro abitazioni

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Il bilancio finale è fortunatamente senza vittime, ma l’incendio scoppiato ieri alla Quarta Traversa a destra di via Libertà, a Portici, ha reso comunque difficilissima la notte della cittadina a ridosso di Napoli. Fiamme altissime, che hanno terrorizzato il vicinato, con numerose persone scese in strada a cercare di capire cosa stesse succedendo. L’incendio è stato domato quando si era già esteso anche agli appartamenti adiacenti e a quelli dei piani superiori rispetto alla casa dalla quale era partito. Come reso noto dal sindaco di Portici Vincenzo Cuomo e dall’assessore Maurizio Capozzo, che hanno seguito da vicino l’evolversi della situazione, sono state 26 le persone tratte in salvo, insieme a 10 cani. In tutto 72 persone per 26 nuclei familiari sono state sgomberate. 

Tutte le persone sgomberate pare abbiano trovato per la notte appena trascorsa ospitalità da amici e parenti. “La macchina dei soccorsi si messa in moto immediatamente, stiamo lavorando per prestare assistenza a tutte le famiglie che sono state coinvolte in questo incidente. Continueremo a lavorare tutta la notte senza sosta – ha aggiunto – sul posto si è recata la Protezione civile del Comune e tutto il personale della polizia municipale e dell’ufficio tecnico. La situazione è anche sotto il costante monitoraggio della prefettura e della Protezione civile regionale”.

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Si ipotizzano omicidio e disastro colposo per l’esplosione a Ercolano

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Si ipotizzano i reati di omicidio colposo plurimo e di disastro colposo nelle indagini sull’esplosione di una fabbrica abusiva di fuochi d’artificio che ieri ha causato la morte di tre giovani, un 18enne, che lascia un bimbo di 4 mesi, e di due gemelle di 26 anni.
    Secondo quanto si è appreso l’onda d’urto ha proiettato il corpo del 18enne a decine di metri dal luogo dell’esplosione: la salma è stata recuperata e poi trasferita al secondo policlinico di Napoli dove verrà sottoposto a esame autoptico.

Oggi dovrebbero essere recuperate le salme delle altre due vittime: ieri, infatti, si è resa necessaria la sospensione dei lavori per il timore di altri scoppi visto che l’area era disseminata di polvere pirica e botti inesplosi.
    Identificato, nel frattempo, dai carabinieri il proprietario dell’immobile che era stato adibito abusivamente alla produzione e al confezionamento dei fuochi d’artificio: si tratta di un 38enne che, accompagnato dal suo avvocato non ha voluto rilasciare dichiarazioni agli inquirenti.

La sua posizione ora è al vaglio del sostituto procuratore di Napoli Vincenzo Toscano.
    Intanto i militari sono al lavoro per fare luce sulle cause della deflagrazione: al momento non ci sono certezze su come si sia innescato lo scoppio. L’area, già da ieri, per motivi di sicurezza è interdetta al passaggio dei veicoli e delle persone.
    Nelle prossime ore è prevista la bonifica da parte degli artificieri dell’arma dei carabinieri mentre i vigili del fuoco procederanno alla rimozione delle macerie. Successivamente si procederà alla messa in sicurezza della zona.

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Litiga con la compagna e scappa con il figlio di lei

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PIETRAMELARA – Ristretto ai domiciliari litiga con la compagna e scappa con il figlio 11enne di lei, ore di angoscia per una donna di Pietramelara

La madre dell’undicenne si è rivolta ai carabinieri e sporto denuncia rivolgendo un appello ai militari: “Aiutatemi a trovare mio figlio. Voglio solo sapere dove sta il mio piccolo e riabbracciarlo al più presto. Sto vivendo un incubo”. Scattate le ricerche, sul capo dell’uomo oltre all’evasione dagli arresti pende anche l’accusa di sottrazione di minore.

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Castellammare di Stabia rientro blindato per gli alunni

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Oggi gli alunni di Scanzano sono entrati in classe accompagnati dai genitori e protetti dalla presenza dei carabinieri. Non si placa la tensione all’istituto ‘2 Panzini’, dove giovedì scorso un gruppo di genitori e parenti dei bimbi hanno aggredito una docente di sostegno.

“La scuola deve essere un luogo dove si lavora e si studia nella serenità, e nell’armonia, è comunque grave che 30 ‘parenti’ si siano arrogati il diritto di esercitare una sorta di ‘giustizia fai da te’ contro un’insegnante.

L’episodio testimonia l’imbarbarimento di una società sempre più violenta, che ha necessità di recuperare i valori della civile convivenza”, lo scrive Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito

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