CAIVANO – La comunità gialloverde proprio non ci riesce ad uscire fuori dal pantano. Alla parte sana della città oltre l’indignazione non arriva quel sussulto di dignità che la fa alzare dalla comoda poltrona di casa sua e con un colpo di frusta a spazzar via la vecchia classe dirigente che, nel frattempo, sempre in accordi con le solite zone d’ombra che continuano a muovere i fili attraverso i più rinomati imprenditori della città, aspetta il momento giusto, a pochi giorni dalle elezioni, per uscire con la testolina fuori dai sottoservizi urbani dove era finita subito dopo i clamorosi arresti dell’ottobre 2023 e presentarsi alla città come la risolutrice ai problemi che essa stessa ha creato.
“Segui i soldi” suggeriva il buon Giovanni Falcone ai suoi inquirenti ed è questo che dovrebbe fare anche la Prefettura durante la campagna elettorale di novembre prossimo. Seguire i soldi. Stare a guardare come si muovono coloro che hanno sempre pagato, stanno pagando e continueranno a pagare il pizzo a quella criminalità organizzata che col Modello Caivano si è perfino rafforzata. E con i soldi di questi ultimi, seguire gli appalti pubblici e privati che gli vengono affidati e riuscire a scoprire con questi soldi la campagna elettorale di chi stanno sponsorizzando sul territorio, dopodiché a casa mia due più due ha sempre fatto quattro.
A Caivano nulla cambierà se si voteranno sempre gli stessi e questo la gente lo ha compreso e lo sa bene, solo che non ha ancora compreso che per votare i nuovi, questi dovranno scendere in campo, essere volenterosi e porsi in prima linea per la salvaguardia politica del proprio territorio. A Caivano siamo in trentaseimila. Alla salvezza di Caivano bastano 100 tra uomini e donne di buona volontà per poter sovvertire quello status quo che ha sempre determinato il benessere e l’equilibrio dei pochi e per far comprendere meglio come funzionava la politica e quanto sia mancante la Commissione Straordinaria nel concludere gli iter burocratici affinché si facciano gli interessi dei cittadini e di conseguenza far comprendere quanto sia necessaria un’Amministrazione integerrima innamorata della propria città vi voglio raccontare un’altra storiella in salsa gialloverde.
A Caivano esiste un problema annoso che si chiama “cani randagi”. Da tempo immemore l’Amministrazione comunale paga fior fior di denaro pubblico ad un canile esterno affinché si prenda cura dei cani randagi caivanesi. Cinquecento sono i cani da più di trent’anni. Passano gli anni e di questi cani non ne muore mai nessuno. Evidente che questi soldi oltre la ditta affidataria dell’appalto facciano comodo anche a qualche altro Consigliere o Assessore così come è evidente che tale servizio potesse fungere da prebenda del solito consigliere/assessore che però durante l’arco degli anni cambiava nome e andava a riempire la casella di quella prebenda.
Un problema che l’allora Assessore all’Ambiente, oggi Deputato della Repubblica Pasqualino “marsupio” Penza volle fare suo. E all’interno dell’Amministrazione Falco si battè affinché si riuscisse a intercettare fondi per la costruzione di un canile di proprietà comunale. Così, grazie alla pandemia e ai fondi PNRR a Caivano per risolvere la questione arrivano, tra un fondo e un altro, € 1.381.300,91.
Con la supervisione di Penza nel 2021 veniva approvato il Progetto di fattibilità del canile comunale redatto da Vincenzo Zampella – attualmente agli arresti domiciliari per i reati di estorsioni e tangenti sul territorio – e nel febbraio 2023, quando Penza non era più Assessore ma era già Deputato, come tecnico viene scelto l’Arch. Antonio Laurenza a cui veniva affidato l’incarico di Progettazione definitiva per un totale di € 41.007,62 mediante affidamento diretto. La solita prassi tanto cara agli amministratori caivanesi di sempre.
Fin qui, tutto sembrerebbe regolare, tranne il totale improvviso disinteresse al problema del Deputato Penza da quando è arrivato a Caivano la Prefettura.
Ogni cittadino di buon senso potrebbe pensare: “vedere cammello, pagare moneta”. Invece no. Il 10 gennaio scorso, sotto l’egida della terna commissariale straordinaria prefettizia, l’ex Responsabile ai Lavori Pubblici Francesco Ferraioli firma la determina di liquidazione a favore dell’Arch. Antonio Laurenza dell’importo di € 41.007,62 con ritenuta di acconto pari ad € 6.464,00.
Giustamente e legittimamente il lavoro l’architetto l’ha fatto ed è giusto che a chi lavora spetta merito. Ma il canile? Neanche l’ombra! E la Commissione Straordianaria? Neanche l’ombra! E il Deputato Penza? Neanche l’ombra! E i soldi? Si spera fermi nelle casse comunali! E il problema? Non risolto! E la prebenda sui 500 cani in stallo altrove? Ancora presente e spendibile dalla prossima Amministrazione. Questa è un’altra triste storia che rappresenta il modus operandi fetido e putrefatto della malagestio caivanese. Intanto Dispenza e Penza se ci siete battete un colpo! Alla prossima storiella.