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Scuola

Comune di Napoli, cedole librerie per la scuola primaria a.s. 2022/2023

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NAPOLI – Il Comune di Napoli garantisce la distribuzione gratuita dei libri di testo a tutti gli alunni delle scuole primarie (statali e paritarie) cittadine mediante il ricorso a cedole librarie in formato elettronico. E’ importante che tutti gli alunni delle scuole primarie ne possano disporre già dai primi giorni di scuola.

Invitiamo i genitori a recarsi presso una delle librerie accreditate (consulta elenco librerie accreditate in fondo alla pagina) per ritirare i libri di testo. L’esercente procederà all’identificazione del destinatario della fornitura gratuita attraverso il codice fiscale riportato sulla tessera sanitaria dell’alunno, il documento identificativo del genitore e l’eventuale documento del soggetto delegato al ritiro.

Gli esercenti accreditati sono tenuti ad accettare le richieste di fornitura avanzate dagli aventi diritto e provvederanno con la massima sollecitudine all’ordine ed alla consegna dei libri. Non è consentita la richiesta ai cittadini di anticipazioni, compensi o rimborsi spese ad alcun titolo pretesi.

Gli esercenti, in modo singolo o associato, potranno adottare soluzioni per rafforzare e semplificare le diverse fasi della procedura ed, in particolare, per agevolare i contatti con gli aventi diritto: prenotazioni on-line, invio di sms, ricorso a strumenti di comunicazione digitale.

Elenco librerie accreditate cedole librarie scuola primaria (60.34 KB)

Libri di testo previsti dalla dotazione libraria – D.M. n. 91 del 13/04/2022  

Le cedole librarie consentono il ritiro gratuito dei libri di testo adottati dai Collegi dei Docenti della scuola. La dotazione libraria varia al variare dell’anno di frequenza. Ad esempio, il libro di religione sarà fornito esclusivamente agli alunni di prima e di quarta, mentre il libro di lingua straniera è previsto per ognuno degli anni di frequenza.

In sintesi, al variare della classe si ha diritto alla fornitura gratuita dei testi di seguito elencati:
– classe prima: Libro della prima classe; Religione – voi. I; Lingua straniera
– classe seconda: Sussidiario; Lingua straniera
– classe terza: Sussidiario; Lingua straniera
– classe quarta: Sussidiario dei linguaggi; Sussidiario delle discipline; Religione – voi. II; Lingua straniera 
– classe quinta: Sussidiario dei linguaggi; Sussidiario delle discipline; Lingua straniera

Caivano

Al Liceo Niccolò Braucci di Caivano la III edizione del “Certamen Hadrianeum”

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Presso il Liceo Niccolò Braucci di Caivano si è tenuta la III edizione del Certamen Hadrianeum, che ha visto la partecipazione di trentotto studenti e studentesse provenienti sia dallo stesso liceo ospitante sia dai licei della Campania e della Basilicata.

Organizzato e curato dai docenti referenti, professoressa Monica Cartia e professor Alessandro Varavallo, e ideato e fortemente voluto dal DS, prof. Claudio Mola,
il Certamen è un’importante occasione d’incontro e confronto per tutti i partecipanti, nonché di riflessione sulla modernità del pensiero dei classici, in particolare sul PROTINUS VIVE, l’invito senecano a vivere il presente, tema scelto quest’anno.

La prova è consistita nella traduzione, con relativo commento di due passi, tra cu scegliere con quale cimentarsi, del De Republica di Cicerone.
La premiazione si è tenuta nell’antico chiostro del Liceo Braucci alla presenza dell’Assessora Lucia Fortini e della commissione presieduta dalla prof.ssa Marisa Squillante.


I premiati per la sezione Antinous Atellanus sono stati: Enrico Giannola, Giusy De Marco e Maddalena Pascarella.

Vincitori, invece, della sezione Antinous Campanus, riservata ai concorrenti dei licei esterni, sono risultati essere: Francesco Emanuele De Lorenzo (Liceo Brunelleschi, Afragola); Maria De Santo (Liceo Ginnasio Sannazaro, Napoli) e Luisa Di Martino (Liceo Q. Orazio Flacco, Potenza).





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    Attualità

    Stop al test d’ingresso per la facoltà di Medicina

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    Il test d’ingresso di Medicina, attualmente a crocette e definito da molti come “schizofrenico” e inadeguato a valutare realmente le competenze degli studenti, verrà abolito.

    Al suo posto, verrà introdotto un nuovo sistema di selezione basato sulle competenze acquisite dagli studenti, con l’obiettivo di creare un approccio più equo e meritocratico.

    La nuova proposta prevede l’accesso libero ai corsi di Medicina per il primo semestre. Al termine di questo periodo, tutti gli studenti sosterranno esami che contribuiranno a una graduatoria nazionale. Solo i migliori potranno continuare il percorso di studi.

    Per chi non riuscirà a entrare nella graduatoria, i crediti formativi acquisiti durante il primo semestre non andranno persi. Gli studenti potranno utilizzarli per iscriversi ad altri corsi di laurea, senza perdere un anno accademico.

    La riforma potrebbe entrare in vigore già dall’anno accademico 2025-2026, ma ciò dipenderà dai tempi necessari per l’approvazione parlamentare.

    È previsto anche un aumento dei posti disponibili per Medicina, passando da circa 20mila a 25mila.

    Le nuove regole riguarderanno anche i corsi di Odontoiatria e Protesi Dentaria, nonché Medicina Veterinaria. Il testo della riforma è già stato approvato dalla Commissione Istruzione del Senato e ora si prepara ai prossimi passaggi in Aula e alla Camera per diventare legge.

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    POLITICA

    Scuola, l’Italia è uno dei 7 Paesi dell’Ue senza educazione sessuale obbligatoria

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    Agli ultimi posti in Europa, con una storia di leggi mai approvate lunga cinquant’anni. Insieme a Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Ungheria e Romania, l’Italia è tra i sette Paesi su 27 dell’Unione Europea che non prevedono programmi obbligatori di educazione sessuale e sentimentale nelle scuole.

    Il Ministro Valditara ha annunciato l’avvio di un percorso perché «per sradicare il maschilismo deve esserci la scuola», ma per ora il progetto del Governo rimane facoltativo e al di fuori delle ore di lezione obbligatorie.
    Il piano, per cui sono stanziati 15 milioni di euro fino al 2027, è sperimentale: l’adesione delle classi è su base volontaria, servirà il consenso di genitori e studenti, sarà prevista un’ora a settimana ma solo per le scuole superiori e al di fuori degli orari curriculari.

    È almeno dal 1975, da quando il comunista Giorgio Bini presentò la proposta di legge dal titolo “Iniziative per l’informazione sui problemi della sessualità nella scuola statale”, che in Italia si discute sull’introduzione di un provvedimento che stabilisca ore obbligatorie di educazione sentimentale. Da allora e fino al 2019, si sono rincorse 16 proposte di legge, mai approvate.
    Ad oggi in Parlamento riposano quattro disegni, tutti delle opposizioni (due depositate alla Camera dei deputati e due al Senato) e mai calendarizzati per la discussione in Aula.

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