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Ex Ipab Calvizzano, il comunicato di Reset: “Chiediamo di non modificare o alterare la destinazione d’uso dell’edificio”

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L’Associazione giovanile ‘Reset Calvizzano’, è intervenuta tramite un comunicato circa la questione ‘Polo della Socialità e della Cultura’, presso l’edificio ex Ipab.

Ecco il comunicato:

“Sia il polo che la Caserma dei Carabinieri, quest’ultima attualmente ubicata in un immobile in scadenza convenzionale, restano due nodi importanti da sciogliere per l’Amministrazione Pirozzi, ma che l’una soluzione non debba essere discriminante per l’altra. Il Finanziamento approvato dal Ministero dell’Interno del 6 marzo 2019, parla chiaro. La ristrutturazione dell’edificio ex Ipab è legato all’ubicazione di un polo culturale. È stato riconosciuto ed approvato secondo quella destinazione d’uso, e una richiesta di cambio o modifica all’intero progetto, non farebbe altro che allungare i tempi di consegna alla popolazione, fermo restando che priverebbe la stessa di un polo sociale e aggregante come quello menzionato nel progetto originario”.

Poi, prosegue: Se solo si pensi anche alla Comunità cattolica con la Parrocchia di San Giacomo Apostolo che, sul territorio, si mobilita per numerose iniziative, potrebbe usufruire di questo servizio pubblico per incentivare e rinfoltire il proprio programma annuale di eventi, si può immaginare che danno sociale e culturale potrebbe avere l’intera cittadinanza se l’Amministrazione Pirozzi, scegliesse di ubicare la Caserma nell’ex Ipab. Una buona amministrazione, è quella in grado di garantire alla cittadinanza qualsiasi tipo di servizio e di risolvere i problemi che si presentano sul territorio. Non certo quella che trova la soluzione più facile, basata su semplici priorità soggettive”.

Infine, conclude: In tal caso, il nostro gruppo consiliare, comunica di essere in linea con quanto denunciato dal “Movimento Futura” all’interno della propria petizione popolare, dove si chiede di non modificare, alterare o cambiare la destinazione d’uso dell’edificio Ex Ipab e di trovare soluzioni alternative alla nuova ubicazione della Caserma dei Carabinieri”.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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