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Covid, il 31 marzo scadrà lo stato di emergenza: cosa cambia?

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ITALIA – Inizia oggi una settimana di forte rilevanza per il percorso di allentamento delle misure di contrasto alla pandemia da Covid-19: scadrà giovedì 31 marzo lo stato di emergenza proclamato da Giuseppe Conte nel gennaio 2020 e dal giorno successivo inizieranno gradualmente a venire meno tutte le misure anti contagio ancora in vigore.

Nel mentre ultimo cambio di colore previsto per lunedì, giorno in cui anche la Sardegna, unica regione ancora in zona gialla. A seguito della variazione il Paese sarà completamente in zona bianca. Verrà immediatamente meno, inoltre, anche il Comitato tecnico scientifico e la struttura commissariale guidata dal generale Figliuolo.

Dal 1° aprile non servirà più il Super Green Pass sul lavoro per gli over 50, ma basterà il Green Pass base come per tutti gli altri lavoratori. Anche sui trasporti si passerà dall’obbligo di Certificazione Covid rafforzata a quella base. Nessun tipo di Green Pass invece, né base né rafforzato, servirà per le attività all’aperto. Non sarà più richiesto nemmeno per i negozi, gli uffici pubblici, in banca o alle poste. Dal 1° aprile finiranno in isolamento soltanto i positivi al Covid, mentre i loro contatti stretti, indipendentemente dal fatto che siano vaccinati o meno, non dovranno andare in quarantena.

Per il vero e proprio ritorno alla normalità, però, bisognerà aspettare il 1° maggio, quando non solo non sarà più obbligatoria la mascherina anche nei luoghi chiusi, ma verrà anche eliminato il Green Pass praticamente ovunque. Dal 15 giugno, infine, verrà meno l’obbligo vaccinale nelle categorie per cui era stato introdotto, con l’eccezione dei sanitari, che dovranno continuare a vaccinarsi obbligatoriamente contro il Covid fino a fine 2022.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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