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Cronaca

Napoli, stipendi ‘gonfiati’ per i dipendenti Asl: truffa da 340 mila euro

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I carabinieri del Nas di Napoli, guidati dal comandante Alessandro Cisternino e coordinati dalla Procura partenopea, hanno emesso un’ordinanza applicativa di misure cautelari e patrimoniali, emesse dal gip di Napoli, nei confronti di alcuni dipendenti dell’Asl Napoli 1 che avrebbero ‘gonfiato’ gli stipendi con importi non dovuti.

Sono 8 gli indagati, tutti dipendenti dell’azienda sanitaria in questione. Tre sono accusati di aver organizzato la truffa mentre i restanti ne avrebbero beneficiato. Per farlo si sarebbero introdotti nel software di gestione delle buste paga inserendo degli importi di denaro aggiuntivi, tra i 3.000 e i 30.000 euro, rispetto a quelli dovuti. La truffa, in un solo anno di indagini, è stata quantificata in 340.000 euro.

Per tutti l’accusa è di atti contrari ai propri doveri di ufficio. Tra i reati contestati spiccano anche la corruzione di persona incaricata di pubblico servizio e accesso abusivo ai sistemi informatici. Per gli organizzatori dell’illecito il giudice, su richiesta della Procura di Napoli, ha emesso tre interdizioni di un anno dai pubblici uffici. Questi ultimi, dopo aver manomesso i sistemi informatici per ‘gonfiare’ gli stipendi, sarebbero stati ricompensati dai colleghi con una percentuale in denaro sugli importi ricevuti indebitamente.

In più sono stati disposti 18 provvedimenti di sequestro ‘per equivalente’, a carico anche degli otto indagati. I loro conti correnti sono stati bloccati mentre ad alcuni beni mobili e immobili di loro appartenenza sono stati apposti i sigilli. Intanto prosegue l’impegno dei militari dell’Arma, attivi anche per garantire il rispetto delle norme anti-covid con controlli a tappeto nelle zone del centro e sanzioni a carico dei trasgressori.

 

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Cronaca

19enne uccide il padre davanti alla madre per difenderla

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Nel corso della nottata, i Carabinieri di Trento sono intervenuti in un appartamento di Mezzolombardo ove un uomo, 46enne bosniaco, era stato accoltellato mortalmente dal figlio di 19 anni.

Sembrerebbe che il ragazzo,  Bojan Panic, sia intervenuto per difendere la propria madre che in quel frangente stava subendo un’aggressione da parte del marito, Simeun Panic

Il ragazzo, rimasto sul posto, è stato arrestato nella flagranza del reato di omicidio.

Sono in corso accertamenti a cura del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale coordinati dal pm di Trento per ricostruire l’esatta dinamica dell’evento e meglio delineare il contesto. La madre deve essere sentita. 

La famiglia, di origine bosniaca, era arrivata in Italia da molti anni, quando il Bojan era ancora un bambino. Prima di trasferirsi a Mezzolombardo vivevano a Lavis, in Trentino.

All’Arma non risultano denunce per maltrattamenti.


(fonte: Ansa)

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Cronaca

Napoli, scoperte telecamere per spiare i clienti in un B&b: attività sospesa per 60 giorni

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Il Questore di Napoli, Maurizio Agricola, su proposta del Commissariato Vomero, ha disposto la sospensione per 60 giorni dell’attività di locazione turistica pura nei confronti di una struttura ricettiva in zona Arenella.

In particolare, il 14 marzo scorso, gli agenti del locale commissariato erano intervenuti presso la struttura in questione poiché una coppia aveva segnalato la presenza di due telecamere occultate nella stanza in cui era ospite.

Giunti sul posto, i poliziotti avevano riscontrato la presenza delle 2 microcamere funzionanti sia nel bagno che nella camera da letto. In quella circostanza, gli operatori avevano denunciato il proprietario per diffusione di riprese e registrazioni fraudolente. Il provvedimento è dunque finalizzato a scongiurare un concreto pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini.

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Cronaca

Tamponamento a via Marina: automobilisti coinvolti soccorsi da Francesco Emilio Borrelli

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Incidente intorno alle 14.00 di oggi all’esterno della sede Regionale di Palazzo Armieri a via Marina pochi metri dopo lo svincolo di via Duomo in direzione centro città.

Fortunatamente solo danni alle vetture e qualche escoriazione per gli automobilisti coinvolti; situazione che ha comunque necessitato dell’intervento dei soccorsi sanitari arrivati sul posto circa mezz’ora dopo.

Soccorritore d’eccezione, il deputato Francesco Emilio Borrelli che si trovava casualmente sul posto mentre era intento a documentare alcuni fenomeni di degrado urbano nell’area circostante. Subito dopo il tamponamento a catena Borrelli è intervenuto in soccorso di una delle vittime coinvolte nell’incidente chiamando i soccorsi.

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