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Napoli caso nazionale per aumento reati e criminalità minorile. Riello: “Non bastano manette e processi”

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NAPOLI – La città di Napoli è divenuta un caso nazionale per l’aumento dei reati e per la criminalità minorile. Lo ha dichiarato il procuratore generale di Napoli Luigi Riello, intervenuto oggi, insieme con il presidente della Corte di Appello Giuseppe de Carolis di Prossedi, alla conferenza stampa di presentazione dell’anno giudiziario 2022 che si terrà sabato 22 gennaio.

La criminalità minorile all’ombra del Vesuvio e la preoccupante situazione criminale e dei processi fanno di Napoli un caso unico in Italia per il quale occorre un intervento da parte dello Stato.

“A tredici anni, in alcune realtà degradate del capoluogo e della sua popolosa provincia, si seguono modelli di vita ispirati al boss del quartiere” ha detto Riello, puntando il dito contro le crescenti aggressioni registrate, tra 14enni, frutto, “di una navigazione incontrollata sul web caratterizzata da accesso senza filtri a siti che incitano all’odio e alla violenza. Giochi violenti che invitano anche all’autolesionismo”. Insieme con de Carolis, Riello ha voluto ricordare che anche il Parlamento Europeo – grazie al compianto presidente David Sassoli – ha approvato norme per tutelare minori dallo sfruttamento, degli abusi sessuali e dall’uso distorto di chat, messaggistica e social. Il procuratore ha sottolineato che, da sole, la repressione e l’abbassamento dell’età imputabile, non bastano a fronteggiare l’emergenza, il sottosviluppo e la dispersione scolastica. Piuttosto bisogno avviare, da parte della politica, una bonifica sociale, interagendo con le altre componenti dello Stato: “Ognuno faccia la sua parte – ha spiegato Riello – non bastano manette e processi”.

Servono lavoro e alternative per i giovani delle periferie degradate”. In sostanza, mandarli semplicemente in carcere, significa dargli la possibilità di prendere “un master in criminalità. Serve una rieducazione alla quale deve concorrere la magistratura ma anche la politica, proponendo alternative efficaci. “Ma – ha concluso Riello – dobbiamo anche reprimere e condannare”, quando ci si trova difronte a una condotta criminale reiterata. “Si perdona troppo e il minorenne che ha commesso il primo o secondo furto spesso viene restituito alla famiglia che magari lo ha mandato a fare il furto o a spacciare. Il minorenne che fa un furto o uno scippo per strada va portato a scuola” ha sottolineato Riello.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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