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POLITICA

Covid, De Luca: obbligo mascherine all’aperto e divieto alcolici dalle 22 alle 6

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NAPOLI – La nuova ordinanza firmata dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca proroga la già in vigore ordinanza in scadenza proprio nella giornata di oggi, la n. 25 del 30 ottobre. Le disposizioni riguardano l’obbligo di mascherina all’aperto fino al termine dell’anno nelle zone popolate, così da evitare possibilità di contagio.

Inoltre, è previsto anche il divieto di consumare bevande alcoliche nelle aree pubbliche o aperte al pubblico dalle ore 22 alle 6.

In particolar modo, l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto segue le misure già previste a livello nazionale dall’ordinanza del ministro della Salute del 27 agosto, espressamente richiamata dal provvedimento firmato dal presidente regionale.

Nonostante quanto previsto, l’attuazione delle dispositive resta quanto di più utopico. Nessun controllo per strada, tantomeno nelle zone della movida. Proprio in ricorrenza della festa di Halloween e del weekend lungo, era più che certa la possibilità del formarsi di assembramenti in virtù degli innumerevoli eventi previsti nelle città.

permane per i molti ancora un quesito: Perché il provvedimento è stato reiterato?

Alla luce dell’attività di monitoraggio del trend relativo alla diffusione dei contagi da parte dell’Unità di crisi regionale secondo cui «l’attuale situazione epidemiologica registra una inversione di tendenza con l’arresto della decrescita dei contagi e, in controtendenza rispetto alle rilevazioni a supporto degli ultimi provvedimenti, un aumento degli stessi».

Politica

Ddl Sicurezza, protesta alla Federico II di Napoli

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No al Ddl paura. Cosi è stato ribattezzato il decreto sicurezza 1660 dagli studenti napoletani che lo hanno anche scritto su uno striscione esposto alla facoltà di lettere della Federico II.

Oltre allo striscione gli studenti hanno anche affisso numerose locandine con la scritta «I servizi segreti ci stanno spiando» con il disegno stilizzato dell’ occhio del Grande fratello di Orwell.

Questa iniziativa – hanno spiegato i promotori della protesta – è stata organizzata dalla rete A pieno regime – no Ddl Sicurezza in previsione della mobilitazione per il 15 e 16 aprile, giorni in cui probabilmente il 1660, il Decreto paura, verrà votato».


(fonte: ilmattino.it)

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Attualità

Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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Politica

Il piano dell’Unione Europea per preparare i cittadini a un’eventuale guerra

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Un kit di sopravvivenza con acqua, cibo, medicine e batterie. Per resistere tre giorni. In caso di guerra, disastri naturali o altri stati di crisi. La Commissione Europea lo ha presentato nella mattinata di ieri 26 marzo a Bruxelles.

Uno dei punti che impatta maggiormente sulla percezione dei cittadini è sicuramente quello che riguarda la preparazione di una borsa contenente tutto il necessario per essere autosufficienti per 72 ore, ritenute le più critiche per la sopravvivenza in caso di conflitto armato o altra crisi.

A spiegarlo in un’intervista all’Afp è la Commissaria europea per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib: “Sosterremo gli Stati membri nella preparazione di quello che viene chiamato un kit di resilienza, in modo che tutti i cittadini siano pronti a resistere e a essere strategicamente autonomi per almeno 72 ore”. 

I prodotti ritenuti indispensabili sono una decina, tra cui acqua, cibo e medicinali di base, torcia elettrica, fiammiferi, power bank e documenti in una custodia impermeabile.

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