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Open Arms, parte a Palermo il processo a Matteo Salvini

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Iniziata questa mattina l’udienza del processo al senatore Matteo Salvini, imputato di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio per aver impedito, nell’agosto 2019, a 147 migranti soccorsi in mare dalla nave Ong Open Arms, l’attracco al porto di Lampedusa.

Il procuratore aggiunto Marzia Sabella, sta chiedendo l’integrazione del fascicolo del dibattimento con alcuni nuovi atti, mentre il PM Ferrara, si pronuncerà sulla richiesta di ammissione di alcuni documenti a carico del senatore Salvini, già prodotti dalla Difesa in udienza preliminare e acquisiti con il consenso della Procura. Infine, il Procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, si soffermerà sulla richiesta ammissione dei testi e sulle liste testi, presentate dalle varie difese.

In particolare, sarebbero ventisei i testimoni, tra cui l’ex premier Giuseppe Conte e il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, oltre a 59 documenti e l’interrogatorio del leader della Lega Matteo Salvini. Queste, sono le richieste probatorie della Procura di Palermo. Pertanto, tra i documenti richiesti, vi sono: le comunicazioni intercorse tra le autorità coinvolte nella vicenda, dal momento della prima richiesta di porto sicuro fino allo sbarco a Lampedusa, il decreto ministeriale, che sancì il divieto d’ingresso della Open Arms con i 147 migranti a bordo, gli atti della Procura dei Minori sulla presenza dei minorenni a bordo, le relazioni psicologiche e mediche sullo stato delle persone che si trovavano sull’imbarcazione spagnola.

Inoltre, il legale di parte civile della Ong Open Arms, a cui all’epoca dei fatti, l’ex Ministro dell’Interno vietò lo sbarco a Lampedusa, ha citato a deporre al processo l’attore Richard Gere. Infatti, quest’ultimo, salì a bordo della nave il 9 agosto, per rendersi conto delle condizioni di salute dei 147 migranti soccorsi in mare.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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