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Asl Napoli 2 Nord. Mancano i vaccini: stop alle prime dosi

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A partire da giovedì 8 luglio l’Asl Napoli 2 Nord sospenderà la somministrazione di prime dosi di vaccino a causa della limitatezza delle scorte.

Al momento, infatti, l’azienda sanitaria competente su 32 comuni della provincia di Napoli e sulle isole Ischia e Procida, deve assicurare la priorità alle oltre 190mila persone che devono effettuare la seconda dose nelle prossime settimane, garantendo loro il completamento della vaccinazione.

«L’Azienda sanitaria aveva avviato dallo scorso 29 giugno un programma di accessi senza prenotazione presso tutti i propri centri vaccinali, per tutti coloro che, residenti sul proprio territorio, volessero aderire alla campagna. Anche grazie a questo piano straordinario l’Asl è riuscita ad avvicinare alla vaccinazione oltre 45mila nuovi cittadini negli ultimi 10 giorni» si legge in una nota.

Al momento sono circa 570mila i residenti sul territorio dell’Asl Napoli 2 Nord che hanno scelto di vaccinarsi, avendo effettuato una prima dose, mentre sono 270mila coloro che hanno completato il ciclo vaccinale.

«Ci spiace molto dover sospendere l’attività vaccinale per le prime dosi. Purtroppo, però, si tratta di una misura indispensabile per garantire il completamento del trattamento a quanti avevano aderito alla campagna nelle scorse settimane. Gli open day e le attività di promozione sul territorio stavano dando risultati soddisfacenti, ogni giorno circa 4.500 persone si sono avvicinate ai nostri centri per sottoporsi a vaccinazione, mentre abbiamo in attesa oltre 10mila persone che si erano prenotate mediante piattaforma» ha affermato, come riporta Il Mattino, Antonio d’Amore, direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord.

Concludendo «Ci scusiamo con loro e coi nostri assistiti che avevano in programma di vaccinarsi nei prossimi giorni; voglio rassicurare tutti che, non appena avremo la disponibilità sufficiente di vaccini, riattiveremo gli open day e il sistema di prenotazione».

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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