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Attualità

Università Federico II. A settembre studenti in aula ed esami in presenza

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Torneranno tutti in aula nel prossimo semestre gli studenti della Federico II di Napoli compatibilmente con la capacità delle aule e nel rispetto della normativa anticovid.

A renderlo noto, l’Università partenopea sottolineando che se necessaria la dad, sarà erogata a distanza solo un terzo delle ore di corso.

I laboratori saranno tutti in presenza e i professori terranno i corsi in dad dalle aule federiciane. Agli studenti che si trovano in condizioni di difficoltà, fisiche o anche psicologiche determinate dalla pandemia, sarà garantita la massima partecipazione alle attività formative.

Il documento con le disposizioni in materia didattica per il prossimo semestre è stato approvato dal senato accademico dell’Ateneo.

Esso prevede che i docenti erogheranno tutte le attività didattiche previste sotto forma di “lezioni frontali in presenza” e “attività laboratoriali” dalle aule o comunque dai locali delle sedi dei Corsi di Studio.

L’ateneo si impegna ad assumere e far rispettare tutte le misure anti-contagio, le attività didattiche che si svolgono sotto forma di attività laboratoriali si tengono esclusivamente in presenza in gruppi numericamente compatibili con la capienza dei locali e gli esami si svolgono esclusivamente in presenza.

Anche se lo scenario attuale consente di assumere un atteggiamento di cauto ottimismo per il prossimo anno accademico rispetto all’emergenza pandemica e di tornare nelle aule, almeno per il primo semestre dell’anno accademico 21/22 sarà quindi necessario continuare a mantenere alcune misure precauzionali per prevenire la ripresa del contagio.

Le disposizioni approvate dal senato accademico della Federico II hanno lo scopo di favorire sia la partecipazione di tutti gli studenti alle attività didattiche sia la frequentazione dell’università come luogo di crescita individuale e di sviluppo della personalità.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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