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Cronaca

Bimbo di 10 anni cade in un canale: salvato dai poliziotti

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Un bambino di 10 anni, mentre stava giocando, è inciampato e caduto in un canale di Bonifica ma fortunatamente è stato recuperato dai poliziotti.

L’episodio ha avuto luogo a Reggio Emilia dove il piccolo si era allontanato da casa nel pomeriggio di ieri, sabato 26 giugno, per andare a giocare. Dopo alcune ore senza fare ritorno, i genitori hanno contattato allarmati il 113 poco prima delle 19 denunciando la scomparsa del figlio.

Sono così iniziate le ricerche: più volanti hanno perlustrato la zona per una buona mezz’ora, poi il 113 ha ricevuto una nuova telefonata che ha cambiato il corso delle operazioni. Un cittadino ha segnalato che nel canale della Bonifica, all’altezza della rotatoria tra via Gramsci e via del Chionso, c’era un ragazzino in  evidente difficoltà.

Gli agenti si sono diretti così sul luogo indicato durante la telefonata al 113. Con loro anche la polizia locale che si è occupata dello smaltimento del traffico per facilitare le operazioni di soccorso.

Il bambino di 10 anni era scivolato nel laghetto della chiusa della Bonifica Emilia Centrale senza neppure accorgersene. L’acqua non era molto alta, ma l’impossibilità di uscire aveva spaventato il ragazzino fino quasi a immobilizzarlo sul posto.

Gli agenti sono riusciti a farlo uscire dall’acqua, prendendolo poi in braccio nel tentativo di tranquillizzarlo.

Il primo movimento del piccolo dopo ore passate nel laghetto è stato quello di aggrapparsi a chi lo aveva salvato, sentendosi finalmente al sicuro. Nonostante fosse impaziente di riabbracciare i genitori, il bambino è stato prima affidato alle cure del 118, intervenuto sul posto con un’ambulanza. 

Non ha riportato alcun trauma, ma per sicurezza è stato comunque trasportato al pronto soccorso del Santa Maria Nuova per una visita di controllo.

Soltanto dopo il bimbo ha potuto riabbracciare i genitori, sconvolti dall’accaduto.

Cronaca

Tamponamento a via Marina: automobilisti coinvolti soccorsi da Francesco Emilio Borrelli

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Incidente intorno alle 14.00 di oggi all’esterno della sede Regionale di Palazzo Armieri a via Marina pochi metri dopo lo svincolo di via Duomo in direzione centro città.

Fortunatamente solo danni alle vetture e qualche escoriazione per gli automobilisti coinvolti; situazione che ha comunque necessitato dell’intervento dei soccorsi sanitari arrivati sul posto circa mezz’ora dopo.

Soccorritore d’eccezione, il deputato Francesco Emilio Borrelli che si trovava casualmente sul posto mentre era intento a documentare alcuni fenomeni di degrado urbano nell’area circostante. Subito dopo il tamponamento a catena Borrelli è intervenuto in soccorso di una delle vittime coinvolte nell’incidente chiamando i soccorsi.

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Cronaca

Napoli: due giovani tentano la fuga, poi feriscono un carabinieri

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I carabinieri della stazione di San Pietro a Patierno hanno arrestato un 23enne denunciato un 18enne per resistenza a pubblico ufficiale.

I due, a bordo di motocicli privi di targa, percorrevano via Caserta al Bravo ad alta velocità quando, alla vista dei militari, hanno ignorato l’alt e si sono dati alla fuga. L’inseguimento è proseguito fino a via Paternum, dove uno dei due ha urtato con il proprio mezzo lo sportello dell’auto di servizio, ferendo alla mano un carabiniere.

I due, a bordo di motocicli privi di targa, percorrevano via Caserta al Bravo ad alta velocità quando, alla vista dei militari, hanno ignorato l’alt e si sono dati alla fuga. L’inseguimento è proseguito fino a via Paternum, dove uno dei due ha urtato con il proprio mezzo lo sportello dell’auto di servizio, ferendo alla mano un carabiniere.

Grazie al supporto di altre pattuglie, i due sono stati bloccati in via dei Reggiolari. Il carabiniere ferito ha riportato una contusione giudicata guaribile in cinque giorni, mentre il veicolo di servizio ha subito danni allo sportello. L’arrestato è stato posto ai domiciliari in attesa di giudizio, mentre il più giovane è stato denunciato.

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Cronaca

Torre Annunziata, false dichiarazioni: indagati tre Consiglieri in carica e un ex Assessore

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Erano incompatibili per non aver pagato tasse comunali negli anni passati: indagati tre consiglieri in carica e un ex assessore.
Bufera sul Comune di Torre Annunziata, tornato alla gestione ordinaria dopo lo scioglimento per camorra del 2022. Stamattina il Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha notificato 4 avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla Procura oplontina nei confronti di altrettanti politici indagati, nella loro qualità di consiglieri e assessori, per il reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri.

Gli indagati sono l’ex assessore Gianfranco Scafa – che si è dimesso lo scorso novembre – e i consiglieri Raffaella Celone, Maria Di Maio e Raffaele De Stefano, quest’ultimo di opposizione. Tutti rischiano ora di finire a processo e potranno difendersi dalle accuse contestate nei loro confronti. 

In particolare – si legge in una nota a firma del procuratore Nunzio Fragliasso – all’esito di indagini delegate alle Fiamme Gialle oplontine e coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, è emerso che nel luglio-agosto 2024 tre consiglieri comunali tuttora in carica e un assessore, quest’ultimo successivamente dimessosi, hanno presentato al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza di Palazzo Criscuilo una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui si attestava falsamente l’insussistenza, a loro carico, delle cause di incompatibilità previste dal Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locale e, in particolare, di non avere alcun debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi verso il Comune e di non essere stato legalmente messo in mora ovvero di non aver ricevuto l’avviso.

In realtà, dalle indagini è risultato che gli indagati, a fronte della loro dichiarazione di non avere alcun debito per imposte, tasse e tributi verso il Comune, sono risultati debitori, a vario titolo, per il mancato versamento di IMU, TARI-TARES e TARSU, per gli anni d’imposta dal 2007 al 2020, per un ammontare complessivo di oltre 36mila euro.

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