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Elezioni comunali 2021, il centrosinistra: “Vogliamo una nuova Melito”

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Riceviamo e pubblichiamo:

Il centrosinistra si presenterà compatto alle elezioni comunali 2021. Partito Democratico, Davvero-Ecologia e diritti, Movimento 5Stelle, Europa Verde, Rinnovamento Melitese, l’Asinello, Moderati, Melito Europea, Liberiamo Melito, Campania Libera, Partito Socialista Italiano, Melito progressista e riformista.
L’unione di queste forze, ispirata da un alto senso di responsabilità davanti al degrado in cui versa la nostra città, ha dato vita a una solida e omogenea coalizione, impegnata a programmare il rilancio di Melito.
Il nostro Comune, oltre a dover potenziare servizi e infrastrutture, ha bisogno di recuperare la propria anima operosa e lo spirito di comunità.
Viviamo un momento storico particolarmente difficile, con la città avvolta in una spirale di degrado socio economico senza precedenti. La politica è chiamata a rispondere con un salto di qualità che allontani personalismi e sete di potere.
In quest’ottica, abbiamo l’ambizione di costruire per Melito una stretta connessione con le istituzioni metropolitane, regionali e nazionali. Crediamo fermamente, infatti, che solo un percorso virtuoso di collaborazione istituzionale potrà restituire alla città condizioni all’altezza delle aspettative dei melitesi.
Vogliamo puntare sulla buona politica, sulla trasparenza, sul coraggio, sulla determinazione,
sulla competenza nella gestione della cosa pubblica e sul protagonismo di donne e uomini disposti a mettersi al servizio del bene comune.
Abbiamo individuato in Dominique Pellecchia, giovane docente nonché politica e amministratrice preparata, la candidata a sindaco che meglio può incarnare i principi ispiratori della nostra alleanza e, al contempo, offrire garanzie per il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti, sulla base di un solido programma condiviso.
Abbiamo iniziato un percorso ambizioso, al quale ci auguriamo che in tanti ancora vogliano contribuire da protagonisti.
Ci attendono sfide impegnative che sapremo affrontare con passione, coraggio, determinazione ed entusiasmo.
Vogliamo una nuova Melito”.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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