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Cronaca

Corruzione al Concorso per i docenti in Campania: chiedevano tra i 20 e i 40 mila euro

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Gli agenti del Commissariato di Polizia di Pompei hanno arrestato questa mattina due insegnanti con l’accusa di corruzione: hanno chiesto tra i 20 e i 40 mila euro ai candidati di concorsi per il personale docente.

Diventare insegnante non è mai stato così semplice, basta pagare e il gioco è fatto: con 20 o 40 mila euro il “posto fisso” è assicurato.

La Procura di Napoli Nord lo ha definito un “collaudato sistema di corruzione” che è stato messo in atto sia per il concorso insegnanti sia per il “concorsone” bandito dalla Regione Campania la scorsa primavera.

A gestire il tutto, due insegnanti, O.C. e M.C., che con un’ordinanza emessa dal Gip sono state sottoposte questa mattina agli arresti domiciliari poiché ritenute responsabili di plurimi episodi di induzione indebita a dare ingenti somme di denaro per il superamento di prove di concorso.

Le due donne lavorano come insegnanti in un istituto scolastico di Pompei, una di loro è anche membro effettivo della commissione esaminatrice. L’indagine era partita nel mese di gennaio scorso, dopo la denuncia della presidente e di un membro della commissione esaminatrice.

Secondo l’accusa le due donne, abusando dei ruoli che ricoprivano, avevano chiesto le grosse somme di denaro a diversi candidati, alcuni dei quali sono stati identificati dalle forze dell’ordine: nelle mani degli inquirenti anche alcuni audio registrati durante gli incontri tra le indagate e alcuni candidati, che proverebbero “in maniera inequivoca” la richiesta di denaro come condizione per il superamento delle prove d’esame.

Le indagini svolte hanno permesso di acclarare che le due indagate hanno organizzato un corso di preparazione al concorso,per il quale percepivano 1.000 euro e, ad alcuni hanno chiesto i soldi per il superamento delle prove: M. C. avrebbe usato lo stesso sistema corruttivo anche in occasione del concorso per l’abilitazione all’insegnamento di sostegno.

Tra i candidati contattati dalla coppia, è emerso dagli accertamenti della Polizia di Stato, c’erano anche molti dei candidati al cosiddetto “concorsone” Ripam della Regione Campania, che avevano partecipato alla prova per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente.

Cronaca

19enne uccide il padre davanti alla madre per difenderla

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Nel corso della nottata, i Carabinieri di Trento sono intervenuti in un appartamento di Mezzolombardo ove un uomo, 46enne bosniaco, era stato accoltellato mortalmente dal figlio di 19 anni.

Sembrerebbe che il ragazzo,  Bojan Panic, sia intervenuto per difendere la propria madre che in quel frangente stava subendo un’aggressione da parte del marito, Simeun Panic

Il ragazzo, rimasto sul posto, è stato arrestato nella flagranza del reato di omicidio.

Sono in corso accertamenti a cura del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale coordinati dal pm di Trento per ricostruire l’esatta dinamica dell’evento e meglio delineare il contesto. La madre deve essere sentita. 

La famiglia, di origine bosniaca, era arrivata in Italia da molti anni, quando il Bojan era ancora un bambino. Prima di trasferirsi a Mezzolombardo vivevano a Lavis, in Trentino.

All’Arma non risultano denunce per maltrattamenti.


(fonte: Ansa)

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Cronaca

Napoli, scoperte telecamere per spiare i clienti in un B&b: attività sospesa per 60 giorni

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Il Questore di Napoli, Maurizio Agricola, su proposta del Commissariato Vomero, ha disposto la sospensione per 60 giorni dell’attività di locazione turistica pura nei confronti di una struttura ricettiva in zona Arenella.

In particolare, il 14 marzo scorso, gli agenti del locale commissariato erano intervenuti presso la struttura in questione poiché una coppia aveva segnalato la presenza di due telecamere occultate nella stanza in cui era ospite.

Giunti sul posto, i poliziotti avevano riscontrato la presenza delle 2 microcamere funzionanti sia nel bagno che nella camera da letto. In quella circostanza, gli operatori avevano denunciato il proprietario per diffusione di riprese e registrazioni fraudolente. Il provvedimento è dunque finalizzato a scongiurare un concreto pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini.

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Cronaca

Tamponamento a via Marina: automobilisti coinvolti soccorsi da Francesco Emilio Borrelli

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Incidente intorno alle 14.00 di oggi all’esterno della sede Regionale di Palazzo Armieri a via Marina pochi metri dopo lo svincolo di via Duomo in direzione centro città.

Fortunatamente solo danni alle vetture e qualche escoriazione per gli automobilisti coinvolti; situazione che ha comunque necessitato dell’intervento dei soccorsi sanitari arrivati sul posto circa mezz’ora dopo.

Soccorritore d’eccezione, il deputato Francesco Emilio Borrelli che si trovava casualmente sul posto mentre era intento a documentare alcuni fenomeni di degrado urbano nell’area circostante. Subito dopo il tamponamento a catena Borrelli è intervenuto in soccorso di una delle vittime coinvolte nell’incidente chiamando i soccorsi.

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