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Storia

Arte. “I gladiatori sbarcano a Napoli al MANN”

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Uri, vinciri, verberari, ferroque necari”, così Petronio riporta il giuramento dei gladiatori nel Satyricon: “Sopporterò di essere bruciato, di essere legato, di essere morso, di essere ucciso per questo giuramento“. Bramati dalle donne, coraggiosi e virili, i gladiatori da ieri hanno invaso la Sala della Meridiana al Mann, il Museo Archeologico di Napoli, protagonisti di una mostra visitabile dalla riapertura del Museo fino al 6 Gennaio 2022.

Ben centosessanta reperti fanno da tappe di un meraviglioso percorso diviso in sei sezioni: 1) Dal funerale degli eroi al duello per i defunti; 2) Le armi dei Gladiatori; 3) Dalla caccia mitica alle venationes; 4) Vita da Gladiatori; 5) Gli Anfiteatri della Campania; 6) I Gladiatori “da per tutto”. Tecnologica è la “settima sezione” intitolata “Gladiatorimania” : un vero e proprio strumento didattico e divulgativo per rendere accessibili a tutti, adulti e ragazzi, i diversi temi della mostra.

Un plauso speciale al dottor Paolo Giulierini, Direttore del Mann, per aver messo a segno l’ennesima straordinaria mostra che coniuga antichità e tecnologia e si avvale di prestigiose partnership con il Parco Archeologico del Colosseo, e con il Parco Archeologico di Pompei, in un’ epoca in cui tutti ci sentiamo ogni giorno gladiatori.

Monica Cartia

Storia

Giugliano, scoperta una necropoli romana risalente al I secolo a.C.

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Una scoperta sensazionale quella realizzata dalla dott.ssa Simona Formola, archeologa responsabile del territorio di Giugliano, dopo i recenti scavi nei pressi del Foro e dell’Anfiteatro di Lago Patria.

Si tratta di una necropoli romana, rinvenuta in un’area di 150 mq ora sotto tutela ministeriale. In particolare sono stati portati alla luce due recinti funerari con intonaci bianchi e rossi ancora intatti, oltre ad un profondo pozzo in muratura, probabilmente legato a pratiche rituali.

Una sorta di mausoleo quadrangolare in tufo grigio che ospitava urne cinerarie, circondato da una ventina di tombe di diversi tipi. Inoltre, le strutture rinvenute e gli oggetti di corredo come monete, lucerne e vasi, attestano una continuità d’uso dell’area dal I secolo a.C. al III secolo d.C.

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Storia

Napoli, scoperta chiesa medievale nel sottosuolo del centro storico: i dettagli

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Blitz del personale del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, che hanno scoperto una chiesa medievale nel sottosuolo del centro storico di Napoli.

Contestualmente, i carabinieri del TPC hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro e posto i sigilli agli ambienti sotterranei pertinenti ad antica struttura religiosa. Infatti, pare che un imprenditore napoletano abbia operato uno scavo clandestino, saccheggiando e distruggendo le aree archeologiche presenti.

Stando ad una prima ricostruzione l’uomo avrebbe sfruttato l’utilizzo di locali terranei nella sua disponibilità collocati in centro città per eseguire una serie di scavi sotterranei clandestini allo scopo di individuare e trarre profitto da realtà archeologiche nel sottosuolo.

Tale sequestro ha permesso di interrompere le attività di scavo abusivo in una chiesa medievale risalente all’XI secolo, sita a circa 8 metri di profondità dal livello stradale, di cui è attualmente visibile un’abside semicircolare affrescata, in discreto stato di conservazione, sulla quale è parzialmente identificabile l’iconografia del Cristo in trono con al di sotto decorazioni a velarium ed un’iscrizione dedicatoria in parte già decifrata.

Pertanto tale scoperta restituisce al patrimonio pubblico i resti di un raro esempio di arte medievale dell’XI secolo, la cui decorazione riscontra delle similitudini con il vicino Sacello di Sant’Aspreno e si aggiunge alle non numerose testimonianze pittoriche del periodo medievale sul territorio nazionale.

Inoltre, all’imprenditore napoletano sono stati sequestrati circa 10mila frammenti ceramici di natura archeologica di epoca romana e medievale, probabilmente provenienti dal settore suburbano dell’antica città di Neapolis, riconducibili anche ad altre aree non esplorate nel corso delle attività investigative.

Infine, sono stati sequestrati anche 453 reperti archeologici integri di epoca romana, tra cui crateri a figure rosse, anfore, lucerne e pipe in terracotta, monete di epoca romana e medievale.

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Storia

Pompei, rinvenuta tomba d’epoca romana che rivela la rete di potere sotto Augusto

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Prezioso ritrovamento avvenuto a Pompei, durante i lavori per la realizzazione di un’intercapedine funzionale a risanare dall’umidità gli ambienti sotterranei dell’edificio di San Paolino, nuova sede della biblioteca del Parco Archeologico di Pompei e che rivela la rete di potere sotto l’imperatore Augusto.

Infatti è stata rinvenuta la tomba di Numerio Agrestino, noto per la brillante carriera militare sotto l’impero augusteo. Il rinvenimento è stato reso noto oggi sull’E-Journal degli Scavi di Pompei, la rivista in rete che informa in tempo reale sulle nuove scoperte e ricerche in corso nel sito archeologico.

Pertanto i responsabili del Parco hanno deciso di ampliare lo scavo e di musealizzare nei pressi della nuova biblioteca un monumento funerario peculiare. Tuttavia, analizzando l’iscrizione posta sulla tomba, il primo dato sorprendente consiste nel fatto che lo stesso personaggio è noto da un’altra iscrizione funeraria della necropoli di Porta Nocera, dove sua moglie Veia Barchilla aveva realizzato un monumento a forma cilindrica per sé stessa e il marito. Solo successivamente il consiglio dei decurioni avrebbe poi decretato di onorare Numerio Agrestino con un monumento su suolo pubblico.

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