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Scuola e vaccini, De Luca attacca: “Scelte sbagliate da parte del Governo”

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Terminata poco fa la consueta diretta Facebook del venerdì da parte del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che si è così espresso riguardo varie tematiche, una su tutte la situazione epidemiologica a livello regionale e nazionale. Ecco le sue parole:

C’è stato un vero e proprio caos determinato da un’indicazione venuta da Roma relativa alle categorie che sarebbero dovute essere vaccinate con precedenza; l’indicazione è stata quella di privilegiare categorie che fanno lavori di pubblica utilità, ma il punto è che agganciandosi a questo indirizzo si sono proposti avvocati, scienziati e così via, e quelli che davvero avrebbero dovuto essere privilegiati come dipendenti di enti locali, dipendenti delle banche, delle poste, e in generale quelli che hanno rapporti con la gente, non sono stati presi in considerazione. Per fortuna poi, nell’ultima settimana, hanno deciso di andare avanti per fasce d’età ed eliminare le categorie, ma la confusione è stata determinata dal governo nazionale e non dalle Regioni”.

Altre questioni problematiche sorte negli ultimi giorni e che sono state dipendenti dalle scelte del governo nazionale, sono state legate poi alle scuole: abbiamo avuto banchi a rotelle e altra idea è stata quella delle primule, ma in tutte le Regioni si stanno usando le sedi dei Comuni, dei servizi pubblici e non quelle dei prefabbricati. Dunque le idee non sono state applicate”.

Ultimo disastro di provenienza romana è la comunicazione. Non hanno una piattaforma informatica degna di questo nome. Voglio inoltre smentire la notizia apparsa qualche giorno fa su un noto giornale che avrebbe visto me, il presidente della Campania, andare a fare operazione chirurgica in una clinica privata di Peschiera del Garda. Abbiamo oggi in Campania tutte le eccellenze chirurgiche e non avrei necessitato un simile spostamento”.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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