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Roma, abusava di ragazzini minorenni: in manette un colonnello dell’Esercito

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Una storia sgradevole accaduta a Roma, dove un colonnello dell’esercito avrebbe nascosto dietro l’autorevolezza del suo ruolo, il tentativo di abusare di adolescenti tra i 13 e i 14 anni, figli di conoscenti. Appariva sempre disponibile, si proponeva di aiutarli nei compiti, di accompagnarli al campetto e in palestra e persino di ospitarli a casa sua, insomma, un vero e proprio ‘zio’. Sono stati gli uomini della Squadra Mobile a trarlo in arresto, cogliendolo in flagranza di reato per violenza sessuale, dopo averlo monitorato da tempo. I militari infatti, gli avevano piazzato delle microspie nell’auto, registrando le carezze su un minorenne, che non era suo figlio, né tantomeno il nipote. Pare che le piccole vittime, avessero massima fiducia nell’amico colonnello e talvolta non parlavano per paura di ritorsioni nei confronti dei propri genitori.

L’uomo, 55 enne romano residente a Trastevere, non è nuovo a questo genere di accuse: in passato infatti, fu indagato e poi prosciolto nell’ambito di un’inchiesta denominata ‘Fiori nel fango’, che riguardava un vasto giro di pedofilia che sfruttava in città bimbi rom. Aveva anche escogitato una maniera d’approccio insospettabile: sottoponeva i ragazzini alla prova della postura. Schiena dritta e muscoli contratti, per accertarsene poi, avrebbe allungato le mani dilungandosi in carezze inopportune. Come riporta Il Mattino, gli agenti della Squadra Mobile, lo avevano già notato sostare e fare ripetuti giri in luoghi abitualmente frequentati da ragazzini, come il McDonald’s di Piazza di Spagna o a piedi in Piazza del Popolo.

Il suo modus operandi era semplice: otteneva prima la fiducia dei genitori e poi la complicità dei piccoli. A denunciarlo in passato, ci aveva pensato una coppia di genitori insospettiti da una bugia del colonnello, che aveva riaccompagnato in ritardo il figlio. Dalle chat emerse che l’uomo aveva consigliato al minore di dire una menzogna ai genitori. Ora, l’uomo si trova in un carcere militare.

 

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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