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Napoli, sono gravissime le condizioni del neonato ricoverato per ustioni: si indaga

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Si infittisce il mistero intorno al bambino ricoverato al Santobono di Napoli martedì scorso, in seguito alle ustioni riportate sul suo corpo, sulla cui dinamica sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri. Gli agenti della Stazione di Torre del Greco e di Portici, sono al lavoro senza sosta per far luce su quanto accaduto in quell’appartamento, intanto i genitori sono stati arrestati: il padre è nel carcere di Poggioreale, la madre nel Reparto di Psichiatria del Loreto Mare.

Stando alle indagini fin qui effettuate, nel mirino degli inquirenti, ci sono le possibili omissioni che avrebbero potuto evitare la situazione. Da quanto si è appreso, i sanitari avevano presentato ai genitori del bimbo la necessità del ricovero di mamma e figlio diversi giorni prima del blitz avvenuto qualche giorno fa. La donna si sarebbe rifiutata, in quanto affetta da gravi problemi mentali. Per fare chiarezza, i carabinieri hanno sequestrato la scheda redatta dal personale dell’autoambulanza, dalla quale potrebbero emergere dati significativi per capire cosa sia accaduto al piccolo e se le ustioni possano essere state causate da un bagnetto troppo caldo o da altri elementi.

Il piccolo Vincenzo, neonato di Portici partorito in casa, è ora ricoverato in gravi condizioni al Santobono con ustioni sul 18% del corpo. Il direttore del reparto di terapia intensiva dell’ospedale, Antonino Di Toro, si è così espresso circa le condizioni dell’infante: “Le condizioni del bimbo restano critiche, in queste ore si stanno continuando le terapie in atto e il supporto alle funzioni vitali. È stata praticata un’ampia rimozione chirurgica dei tessuti necrotici, mentre continuano tutti gli esami per determinare la natura delle lesioni. Ci vorranno ancora diversi giorni e anche da questi esami non è detto che emergano certezze assolute”.

 

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Attualità

A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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