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Stadio Maradona: arriva la nuova copertura da oltre un milione di euro

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Oltre un milione di euro sono stati investiti dal Comune di Napoli per rifare la copertura dello Stadio Diego Armando Maradona di Fuorigrotta.

La giunta comunale De Magistris ha approvato la delibera del progetto esecutivo.

I fondi, come anticipato da Fanpage.it, erano stati inseriti a sorpresa nel maxi-emendamento al bilancio di previsione 2020, l’ultimo dell’amministrazione De Magistris, il 13 novembre scorso: 1 milione e 240mila euro, per la precisione, per la manutenzione della copertura, per la quale la Regione Campania ha ammesso il Comune al finanziamento il 21 ottobre scorso.

All’epoca lo stadio di Fuorigrotta si chiamava ancora San Paolo e nessuno avrebbe potuto immaginare che due settimane dopo il grande campione argentino sarebbe morto, creando un vuoto incolmabile nel cuore dei napoletani, che infatti, hanno voluto rendergli il dovuto omaggio intitolandogli lo stadio della città.

Il Municipio adesso vuole bruciare i tempi dei lavori, approfittando dell’impianto vuoto senza pubblico a causa delle norme sul Coronavirus.

L’importo complessivo dell’intervento è pari a 1.240.000 euro, “ottenuti grazie al finanziamento regionale di cui alla deliberazione dell’ottobre 2020” si legge in una nota del Comune .

L’Assessore allo Sport Ciro Borriello ha commentato: “Era un provvedimento necessario nell’ottica del sempre costante miglioramento delle condizioni dello stadio appena dedicato a Maradona. Approfittando anche della triste assenza del pubblico dagli stadi si lavora perché quando finalmente l’accesso sarà possibile essi possano trovarsi in uno stadio moderno e perfettamente confacente alle attuali esigenze di spettatori e addetti ai lavori”.

 

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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