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Campania. Anche Medie e Superiori torneranno in aula: la nuova sentenza del Tar

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Anche gli studenti delle scuole medie e superiori potranno finalmente tornare tra i banchi in Campania: il Tar lo ha deciso dopo un nuovo ricorso dei genitori.

Si tornerà in classe entro il 1° febbraio. Alcuni genitori avevano infatti fatto ricorso contro le ordinanze restrittive della Regione Campania, che in controtendenza rispetto alle direttive nazionali aveva optato per la chiusura attraverso una serie di ordinanze emanate da Vincenzo De Luca nelle scorse settimane, in controtendenza contro quanto previsto dalla “zona gialla”.

E’ la seconda sentenza consecutiva del TAR Campania, che già nelle scorse ore aveva “riaperto” alla didattica in presenza per gli alunni di quarta e quinta elementare.

Ma se per le superiori bisogna tornare entro il 1° febbraio, per le medie la riapertura potrebbe avvenire già da lunedì 25 gennaio, come previsto dalla sentenza del TAR di appena 48 ore fa.

Ora bisognerà capire la percentuale degli studenti che potranno rientrare effettivamente a scuola: la Regione Campania, secondo il DPCM del Governo Conte, dovrà infatti stabile una percentuale che dovrà essere compresa tra il 50% ed il 75%, e non potrà scendere sotto questa soglia. L’ordinanza dovrebbe arrivare da Palazzo Santa Lucia già nei prossimi giorni.

Di fatto, per gli studenti di medie e superiori potrebbero essere gli ultimi momenti della didattica a distanza. A meno che ovviamente la Regione Campania non impugni a sua volta il tutto dimostrando che al momento non sussistano le condizioni per riaprire le scuole.

 

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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