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La nuova truffa di WhatsApp: non rispondete a questo messaggio!

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E’ in atto nelle ultime ore una nuova truffa che prende di mira gli utenti di WhatsApp e questa volta il raggiro riguarda un codice.

I truffatori infatti inviano un messaggio alle potenziali vittime nel quale chiedono di trascrivere un codice di sei cifre ricevuto nel messaggio precedente e così l’account diventa “come per magia” il loro.

Questa truffa ha fatto la sua prima comparsa qualche mese fa, ma dopo un perido di tregua, sta ora tornando a colpire gli utenti che rischiano così di rimanere fuori dai loro stessi account.

La Polizia Postale si era già occupata del raggiro a fine agosto e così come allora, anche adesso le vittime ricevono un messaggio nel quale i truffatori, fingendo di essere amici o conoscenti, affermano di aver erroneamente inviato loro un codice di sei cifre, sempre su WhatsApp. Richiedono così di copiare le sei cifre ricevute ed inviarle al mittente.

Questo codice è però un codice di autenticazione temporaneo inviato non dalla persona che ha inviato il messaggio ma da WhatsApp, affinchè l’app sia attivata su un nuovo telefono. E’ un messaggio inviato in automatico dal servizio non appena qualcuno che ha appena installato l’app tenta di accedervi utilizzando il relativo numero di telefono.

Ai truffatori basta dunque installare l’app sul telefono, accedere con il numero della persona che vogliono raggirare ed inviare a quest’ultima un sms col falso numero e col quale chiedono loro di copiare il codice di sicurezza che è stato loro inviato.

In questo modo il gioco è fatto e la vittima viene nell’immediato “buttata” furi dal suo stesso account che diviene in automatico dei truffatori, i quali in questo modo possono utilizzarla per carpire password e dati personali.

L’unica soluzione è fare attenzione e non rispondere ai messaggi. Nel caso in cui la truffa sia però già stata attuata gli utenti avranno la possibilità di rispondere ad una notifica sul telefono, attraverso la quale gli si chiede se l’uscita è stata intenzionale oppure no. In quest’ultimo caso potranno toccare il link che è stato inviato loro e tornare così ad accedere al proprio profilo.

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Attualità

A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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