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Napoli. Sequestrati due stabilimenti balneari a “Marechiaro”

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Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sottoposto a sequestro, sullo scoglio di Marechiaro, numerose attrezzature balneari utilizzate da due soggetti di nazionalità italiana che occupavano abusivamente un’area demaniale marittima esercitando di fatto attività di noleggio di lettini e sedie.

In particolare, le Fiamme Gialle del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Napoli, con l’ausilio della Stazione Navale, nel corso dell’accesso sullo scoglio, raggiungibile solo via mare, hanno riscontrato che gli stabilimenti balneari stessero operando senza alcun tipo di autorizzazione e concessione ed hanno provveduto a sottoporre a sequestro 240 lettini e oltre 50 sedie depositate sugli scogli.

Inoltre, presso il luogo di partenza delle c.d. “navette” da e verso gli stabilimenti abusivi, sono stati scoperti due lavoratori “in nero” che svolgevano anch’essi illecitamente attività di trasporto marittimo di alcuni bagnanti.

Nei confronti del datore di lavoro dei barcaioli è stata richiesta la sospensione dell’attività commerciale e proposta la c.d. “maxisanzione”, che va da 1.800 a 10.800 euro per ciascun dipendente non in regola.

Sono state poi elevate sanzioni, fino ad un massimo di 11.000 euro, per le due imbarcazioni che effettuavano senza autorizzazione il trasporto di persone a
pagamento.

I titolari del lido sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria e dovranno rispondere di occupazione abusiva di spazio demaniale, ai sensi del Codice della Navigazione, mentre sono in corso approfondimenti per valutare l’entità dell’evasione fiscale.

L’intervento, che rientra nell’ambito dell’intensificazione dell’azione di contrasto all’economia illegale e sommersa sul finire della stagione estiva, testimonia l’impegno della Guardia di Finanza di Napoli nell’arginare comportamenti illeciti sull’utilizzo del pubblico demanio marittimo, che rischia di creare situazioni di sopruso su alcuni cittadini e bagnanti costituendo, altresì, una forma di concorrenza sleale nei confronti degli operatori del
settore che rispettano le regole.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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