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C’è un uomo solo al comando secondo il sondaggio de “Il Sole 24 ore”: ecco tutti i dati in previsione delle Regionali in Campania

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Secondo il sondaggio Winpoll-Cise condotto per “Il Sole 24 ore” in Campania, per quanto riguarda le prossime Elezioni Regionali, ci sarebbe un solo uomo al comando: Vincenzo De Luca.

I dati, oggi pubblicati sul quotidiano, mostrano dunque che in Campania non c’è partita. L’attuale governatore, infatti, a meno di un mese dall’apertura dei seggi, sarebbe dato al 58,6 mentre il suo sfidante più “quotato”, Stefano Caldoro, avrebbe una percentuale del 30% in meno con 28,9.

Un altro dato interessante, portato in luce dal sondaggio, è che la distanza tra le coalizioni del centrosinistra (al 44,8) e del centrodestra (36,7) è decisamente meno ampia e quindi De Luca, volerebbe quasi 15 punti percentuali più in alto della sua coalizione.

De Luca prenderebbe dunque voti ovunque. E la sua popolarità, stando sempre al sondaggio, è destinata a condizionare pesantemente anche la lotta interna al centrosinistra per i seggi in Consiglio, con “De Luca Presidente” prima forza della coalizione al 17,2% e quindi avanti anche al Partito Democratico (15).

Nel centrodestra, invece, a uscire vittorioso dalla competizione sarebbe Fratelli d’Italia (17), con la Lega di Salvini a ruota (14,4) e Forza Italia decisamente dietro (6).

Questi i dati del sondaggio:

Per quale candidato presidente pensa che voterà?

Vincenzo De Luca 58,6%

Stefano Caldoro 28,9%

Valeria Ciarambino 9,9%

Non so 21%

Non voterò 25%

E per quale lista pensa che voterà?

Centrosinistra

De Luca Presidente 17,2%

Partito Democratico 15%

Altre liste civiche De Luca 7%

Italia Viva 1.9%

Più Europa 1.3%

Verdi 0.9%

Articolo 1 0.8%

Centrodestra

Fratelli d’Italia 14.9%

Lega 14.4%

Forza Italia 6%

Udc Caldoro Presidente 0.8%

Liste civiche Caldoro 0.7%

Movimento Cinque Stelle 17%

Altri 1.4%

 

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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