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Caserta. 18enne sale sul tetto della scuola: dopo il crollo, è grave in ospedale

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Un 18enne della provincia di Caserta, molto probabilmente per una bravata, è salito su un tetto di una scuola e quest’ultimo è crollato.

Il fatto sarebbe accaduto ieri in tarda serata sul tetto dell’Istituto Comprensivo Castel Volturno Villaggio Coppola D. D. in viale delle Acacie.

Il ragazzo era probabilmente in compagnia di altri coetanei quando si è arrampicato sul tetto che non ha retto e che gli ha fatto fare un volo di ben otto metri.

Soccorso dai sanitari e dai vigili del fuoco intervenuti con due squadre provenienti dai distaccamenti di Aversa e di Mondragone è stato poi trasportato d’urgenza alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno.

Dopo un delicato intervento per lesioni interne il ragazzo è ora ricoverato in prognosi riservata.

I vigili del fuoco hanno poi richiesto l’intervento del nucleo N.B.C.R. (nucleo batteriologico chimico radiologico) per la rimozione di alcune lastre di amianto di copertura del tetto cadute all’interno della scuola.

Ma com’è possibile che, considerata la pericolosità di questo materiale per la salute umana, quest’ultimo non sia stato già rimosso in precedenza dal tetto di una scuola che dovrebbe essere tra i luoghi più sicuri? E proprio in termini di sicurezza, com’è possibile che un tetto di una scuola, che dovrebe essere “ben saldo” crolli a causa del peso di un ragazzo? Sarebbe dunque potuto crollare anche con i ragazzi all’interno e quindi causando una tragedia peggiore, magari a seguito di un’allerta meteo o di un violento temporale?

Certi quesiti bisognerebbe porseli forse più spesso e magari i controlli alle strutture scolastiche dovrebbero essere più frequenti ed efficienti perchè le bravate dei ragazzi dovrebbero essere evitate (dopotutto chi da ragazzo non le ha fatte?!) ma le tragedie dovrebbero essere evitate ancor di più, soprattutto se ad essere a repentaglio è la vita dei ragazzi.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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