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Renzi e De Mita insieme per la campagna elettorale: il patto per De Luca

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In campagna elettorale tutto è concesso e così anche due acerrimi nemici possono dimenticare le vecchie ruggini e tornare a lavorare insieme. E’ questo il caso di Ciriaco De Mita, Sindaco di Nusco, e Matteo Renzi.

I due politici lavoreranno infatti insieme, in un’unica lista elettorale per le prossimie elezioni. L’accordo è quasi concluso ufficialmente ed i due cammineranno fianco a fianco sotto il simbolo “Italia Viva“, partito di Renzi.

Molto probabilmente l’annuncio arriverà martedì prossimo al convegno che si terrà presso l’Hotel Mediterraneo a Napoli. A fare da collante tra i due è stato il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca.

L’obiettivo del Presidente della Regione Campania è quello di ridurre le liste che lo sostengono che, paradossalmente, potrebbero finire con l’indebolirlo. E’ così che Renzi in Campania ha provato ad inglobare qualche lista. Ma gli unici che hanno accettato sembrerebbero essere stati i collaboratori di De Mita.

Incontri tra i due ci sarebbero già stati, anche se a questi ultimi, anzichè la presenza di De Mita, ci sarebbero suoi delegati: il nipote Giuseppe De Mita Luigi Cobellis. 

Renzi ha già varato una lista di forte impatto sia a Caserta che a Napoli e non ha didegnato nemmeno uomini di Forza Italia come Pietro Smarrazzo nel casertano che è entrato nell’orbita di Italia Viva, grazie al sostegno di Luigi e Armando Cesaro.

Sono invece più “tendenti” all’orbita di De Mita le liste elettorali dell’Avellinese e del Beneventano. In Provincia di avellino sono già stati fatti i nomi di coloro che andrebbero a rappresentare l’unine tra le due liste: Enzo Alaia, consigliere regionale uscente e riferimento di Italia Viva sul territorio e Pino Rosato, vicino al Sindaco di Nusco.

Su Salerno invece emergono delle difficoltà a causa del fatto che le due liste avrebbero già presentato tutti i nomi e saranno dunque costretti a depennarne alcuni. Entrambe le parti cercheranno di raggiungere un accordo definitivo entro questa settimana, a pochi giorni dalla scadenza per la presentazione ufficiale degli elenchi elettorali.

Nelle liste elettorali di De Mita certi “movimenti” sarebbero quasi un’abitudine: già alle precedenti elezioni regionali, cinque anni fa, i demitiani passarono dalle liste del centrodestra al centrosinistra. Eppure questa volta i diverbi tra De Mita e Renzi sarebbero ben noti. Celebre è infatti uno scontro in tv nel 2016, ai tempi dell’ultimo Referendum costituzionale.

Le accuse ed i diverbi tra i due sono andati avanti fino a pochi mesi fa, ma ora è giunto il momento di “togliere occasione”. E tra i due litiganti, il terzo che “gode” è senz’altro De Luca che così facendo avrà una lista quasi “invincibile” in suo sostegno.

 

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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