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Video della marina militare spopola sul web: scattano le indagini

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Dopo le polemiche in merito al video girato all’interno della Scuola Sottufficiali Marina Militare di Taranto in cui decine di appartenenti alla compagnia hanno iniziato a ballare sulle note di “Jerusalema”, sono scattate le indagini.

La Marina militare aprirà un’indagine interna in merito a quanto accaduto qualche giorno fa a Taranto all’interno delle Scuole sottufficiali di San Vito.

Si era appena conclusa la cerimonia di giuramento, svolta a porte chiuse per le regole anti-Covid, quando con la compagnia di militari in divisa e tutti ancora schierati, entra sul piazzale un giovane ufficiale donna, con fascia azzurra sulla divisa e sciabola di ordinanza, il comandante della compagnia schierata, e dagli altoparlanti del piazzale parte subito la musica del brano Jerusalema, da qualche settimana tra le hit più suonate dell’estate.

Dal filmato che sta circolando sui social si vede che l’ufficiale prima chiede di alzare il volume della musica, perché si sente poco, poi si mette a ballare, seguita subito da tutto il plotone, formato da uomini e donne. Tutti in divisa e col fucile di ordinanza sotto il braccio.

Non si vedono altre persone sul piazzale tranne che i militari in divisa. Fonti del Comando Marina Sud, che ha base a Taranto, hanno dichiarato ad AGI che ancora nessun provvedimento, né tantomeno un trasferimento a La Spezia, dove la Marina ha un’altra base, è stato adottato.

Toccherà agli ufficiali che condurranno l’inchiesta, valutare comportamenti e responsabilità .

Anche se l’episodio non ha aspetti di particolare gravità (“una goliardata”, viene sottolineato), le fonti spiegano che, per il contesto e il luogo in cui si è svolto, non doveva accadere.

Secondo quanto riporta La Repubblica la donna che ha dato il via al balletto è stata immediatamente trasferita e nei suoi confronti è stato aperto un procedimento disciplinare.

Secondo il Corriere, invece fonti della Marina Militare italiana confermano che si trattava di un momento di svago al termine della cerimonia di giuramento ma che non ha niente a che vedere con il cerimoniale ufficiale.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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