JoAnn Cunningham, dell’Illinois (Stati Uniti) si è dichiarata colpevole per il delitto del figlio Andrew ‘AJ’ Freund, trovato in una fossa poco profonda, non lontano dalla sua casa di Crystal Lake pochi giorni dopo che i suoi genitori ne avevano denunciato la scomparsa.
La donna rischia ora fino a sessant’anni di carcere e durante il processo è scoppiata in lacrime, sembrando disperata per la morte del figlio.
La mamma ha picchiato a morte il figlio, colpendolo con tale violenza da ucciderlo, ma in tribunale si è detta pentita dell’accaduto: pur ammettendo le sue colpe ha dichiarato che il piccolo le manca molto.
Secondo l’autospia il piccolo sarebbe morto soffocato dal suo stesso sangue a causa di un’emorragia e il cervello si era gonfiato all’interno della scatola cranica per le percosse.
Il marito era suo complice: era pienamente consapevole degli abusi che il figlio era costretto a subire ma non diceva nulla. Era addirittura a conoscenza della morte del figlio ma ha finto insieme alla moglie che fosse scomparso denunciandone la sparizione.
Da tempo i servizi sociali erano dietro alla famiglia, appena nato il bimbo era risultato positivo agli oppiacei e in visite precedenti alla morte del piccolo gli assistenti avevano notato le manchevoli condizioni igieniche: in casa c’erano feci e immondizia.