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Commenti offensivi e di cattivo gusto alla famosa blogger “Zia Flavia”

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“Zia Flavia food n’boobs” è il blog di una, ormai nota, blogger italiana.

Flavia Corrado è una ragazza napoletana che mostra la bontà dell’arte culinaria campana,  insieme alle sue forme decisamente attraenti. Spopola da tempo sul web, ma spesso la sua “provocante” e “sensuale” perfomance di cucina è stata assaltata da commenti offensivi e inaccettabili.

(Clicca qui per ascoltare l’audio in questione) In questo caso un soggetto meschino e alquanto maschilista ha espresso parole di disprezzo nei confronti della bellezza femminile, o di chi “mostra” le sue doti fisiche senza inibizione. Giudicata in maniera inopportuna la ragazza, che in tutto questo ha soltanto fatto il suo lavoro, ha deciso di denunciare con un post pubblico le offese riportatele nel vocale whatsapp.

Ho pensato a lungo se pubblicare o meno questo vocale perché avevo paura di spaventare la mia famiglia, poi ho scelto di farlo perché credo sia arrivato il momento per noi donne di non subire più in silenzio, di ribellarci e denunciare.
Ogni donna libera sul web (e non solo purtroppo) subisce molestie, commenti offensivi, addirittura minacce…
Una donna sessualmente emancipata è considerata un oggetto sessuale, una “puttana”, alla quale poter dedicare le parole che avete appena sentito, perché tanto “se le è cercate”.
Questo soggetto sottosviluppato avrebbe intenzione di caricarmi nel suo camioncino, pestarmi e violentarmi, soltanto perché io mi permetto di mostrarmi come mi pare. Tutto questo dovrebbe intimidirmi? Dovrebbe spaventarmi tanto da cambiare modo di essere? E questo non sarebbe altrettanto uno stupro?
Io sono libera e lo sarò per sempre.

Non lasciatevi intimidire, denunciate, ribellatevi perché ogni volta che una donna lotta per se stessa, lotta per tutte le donne.

Noi ovviamente ci associamo alla denuncia: basta con questo pensiero retrogrado e (appunto) sottosviluppato. Una donna va trattata sempre come tale e non può rischiare di essere abusata perché mostra le sue forme.

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Attualità

A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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