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Napoli. Positivo in palestra: al via i tamponi per tutti

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Un nuovo allarme è scattato in una palestra di Napoli dove un uomo è risultato positivo al Coronavirus.

L’uomo andava abitualmente alla nota palestra di Fuorigrotta e decine di clienti, dopo che è stato scoperto il caso, sono stati contattati dall’Asl per essere sottoposti al tampone. Nell’attesa, ovviamente, sono stati tutti posti in isolamento fiduciario.

Ha ricevuto la telefonata di un dipendente dell’Asl Napoli 1 Centro che gli comunicava di far parte del link epidemiologico di una persona risultata positiva al coronavirus che frequenta la sua stessa palestra, tra le più popolari nella città di Napoli.

E’ questo quanto successo martedì scorso, 7 luglio, a un avvocato napoletano di 32 anni, sottoposto il venerdì successivo al tampone e risultato negativo lunedì 13 luglio.

Con lui sono decine le persone contattate dall’Asl che ha ricevuto dalla palestra in questione l’elenco degli iscritti entrati in contatto con l’uomo risultato positivo.

Oltre al 32enne, sarebbero diverse le persone sottoposte a tampone e poste in isolamento, a prescindere dall’esito del test, almeno per una settimana.

Intanto la notizia del contagio all’interno della nota palestra, che ha sede nel quartiere di Fuorigrotta, ha iniziato a diffondersi tra i tantissimi iscritti solo nelle scorse ore.

Alcuni di loro, preoccupati, stanno protestando contro i gestori perché nel link epidemiologico comunicato dalla palestra all’Asl sarebbero rientrati solo coloro entrati in contatto nella giornata del 7 luglio, quando è stata comunicata dall’uomo la sua positività al coronavirus.

Molti dei clienti si sono lamentati di non aver ricevuto alcuna comunicazione da parte della struttura. Infatti alcuni degli iscritti alla nota palestra della zona non hanno proprio ricevuto alcuna chiamata neanche dall’Asl e hanno saputo del rischio solo tramite altri contatti.

Intanto, mentre tanti sono i clienti posti in isolamento fino al 21 luglio, la palestra, dopo aver eseguito tutte le pratiche di sanificazione, ha riaperto.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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