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Arrivano in aeroporto ma sono positivi al Coronavirus. Al via i tamponi

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Cinque dei passeggeri autorizzati a sbarcare dal volo della Qatar Airways atterrato ieri a Fiumicino sono risultati positivi al Coronavirus.

I passeggeri autorizzati allo sbarco erano in tutto 97. A comunicare il numero dei contagiati è stata l’Unità di Crisi della Regione Lazio specificando che i passeggeri sono stati tutti sottoposti al test e che sono in isolamento.

Il volo della Qatar Airways, via Doha, era atterrato a Fiumicino alle 15 di ieri come da programma. Sull’aereo erano presenti 135 bengalesi che si erano organizzati per aggirare l’embargo facendo scalo in un altro aeroporto, dopo essere partiti dal Pakistan. L’obiettivo era quello di eludere il provvedimento con il quale il ministro della Salute Roberto Speranza ha sospeso per una settimana i voli, diretti e indiretti, da Dacca.

I cittadini del Bangladesh, in seguito al provvedimento di respingimento alla frontiera, sono stati trattenuti in aereo fino alle 16, quando il volo è ripartito verso casa, mentre le persone di altra nazionalità, in tutto 97, sono state fatte sbarcare e tenute in quarantena. Tra questi ben cinque sono risultate positive al coronavirus. Un dato che ovviamente preoccupa le autorità.

La Qatar Airways ha però fatto sapere in una nota che l’Italia avrebbe cambiato la normativa durante il volo. Comunque sia “La compagnia ha garantito ai passeggeri assistenza e messo a disposizione i voli per il ritorno al loro Paese di origine“.

Intanto dal drive-in della Asl Roma 2 sono arrivate buone notizie: i primi 270 tamponi effettuati ai componenti della comunità del Bangladesh sono risultati tutti negativi.
Ciò nonostante nella Capitale la tensione resta altissima: ieri sono stati registrati 11 nuovi casi sui 14 totali nel Lazio. 

 

 

 

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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