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Incendio in un sito nucleare. L’allarme, i danni ingenti ed il pericolo

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In Iran un grave incendio, nei giorni scorsi, ha colpito la centrale nucleare di Natanz, la più importante per la produzione di uranio arricchito.

Non sono ancora chiare le cause che lo hanno scatenato e potrebbe diventare un vero caso internazionale.

Behruz Kamalvandi, il portavoce dell’Organizzazione iraniana per l’energia nucleare, ha annunciato che si cercherà di rimediare al disastro lavorando «24 ore su 24».

Secondo Kamalvandi, l’incendio ha colpito un capannone dove erano in deposito strumenti di precisione. Ma gli analisti occidentali sostengono che si tratterebbe di una installazione dove venivano montate centrifughe per l’arricchimento dell’uranio di modello avanzato. Il Supremo consiglio per la sicurezza nazionale iraniano ha detto di avere appurato la causa dell’accaduto, ma di non volerlo per ora rivelare per motivi di sicurezza.

Come riporta “Il Mattino” in Iran e all’estero si infittiscono sempre più le voci secondo le quali l’incendio potrebbe essere stato provocato, come altri incidenti analoghi avvenuti nelle ultime settimane, da cyberattacchi compiuti da una potenza straniera,probabilmente da Israele.

 Lo Stato ebraico non ha confermato né smentito. Il ministro degli esteri israeliano Gabi Ashkenazi ha detto : «Facciamo azioni che è meglio lasciar non dette», ricordando poi che Israele «ha una politica di lungo termine, durante varie amministrazioni, di non consentire all’Iran di avere capacità nucleari».

Il capo dell’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran, Ali Akbar Salehi, durante una riunione della commissione Sicurezza nazionale e Politica estera del Parlamento di Teheran ha affermato che presto le autorità iraniane annunceranno le cause esatte all’origine dell’incidente avvenuto nei giorni scorsi nel complesso nucleare di Natanz.

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Attualità

A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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