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Provincia di Napoli. “Insicurezza” sul lavoro e sfruttamento.

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I carabinieri della stazione di Grumo Nevano insieme a quelli del nucleo operativo del gruppo tutela del lavoro ed ai carabinieri forestali di Napoli hanno controllato varie attività del luogo nell’ambito dei servizi disposti dal comando provinciale di Napoli finalizzati a contrastare le violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

I militari hanno denunciato per la violazione delle norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e per sfruttamento del “lavoro nero” un imprenditore originario del Bangladesh ma residente a Casandrino.

I carabinieri hanno trovato all’interno dell’opificio in via Aldo Moro due operai non regolari sul territorio nazionale e mai assunti.

E’ stata disposta la sospensione amministrativa dell’attività e diverse sono le sanzioni contestate per un importo complessivo pari a 40mila euro.

Sempre nello stesso ambito di “tutela del lavoro”, i carabinieri della Stazione di Poggiomarino e del Nucleo Operativo del Comando carabinieri per la tutela del lavoro, hanno denunciato 3 titolari di imprese edili, responsabili di plurime violazioni penali in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, accertate nel corso di un controllo su un cantiere di edilizia privata in via Tortorelle.

Le violazioni sono riferite alla mancata adozione delle misure organizzative e tecniche necessarie a garantire la sicurezza degli operai, con particolare riguardo all’allestimento dei ponteggi, allo stoccaggio dei materiali, alla presenza di aperture nel vuoto e alla viabilità di cantiere.

I ponteggi sono stati posti sotto sequestro e sono state elevate prescrizioni penali per un totale di 70mila euro. Ulteriori sanzioni amministrative sono state elevate per un importo complessivo di 150mila euro. Al momento dell’accesso sono stati inoltre individuati cinque lavoratori irregolari.

I controlli dei carabinieri proseguiranno nelle prossime settimane.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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