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Del Prete: “Non lasceremo che il dibattito politico si riduca ad un insieme di ingiurie ed offese personali”

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Frattamaggiore – Il Consiglio comunale è convocato per le ore 14.30. Alle 15.30, in seconda convocazione, parte l’appello: tutti presenti tranne Luigi Grimaldi, Dario Chiariello e Pasquale Aveta che si uniranno ai lavori qualche minuto dopo l’Inno di Mameli.
All’ordine del giorno, l’elezione del Presidente dell’Organo dei revisori dei conti. Su questo ultimo punto, dopo la votazione e l’ennesima riconferma di una maggioranza compatta, parte la bagarre e la squadra Del Prete abbandona l’Aula Consiliare.
Il Sindaco, motiva così la scelta: “Non consentiremo mai che il dibattito politico trascenda riducendosi ad un insieme di ingiurie ed offese personali”.

I FATTI:

Che l’aria fosse tesa lo si è capito sin dalle prime battute. Dai banchi della minoranza, ostruzionismo puro e sull’elezione del presidente dei Revisori dei conti – organo fondamentale in sede di bilancio- scoppia la bagarre. Il presidente facente funzioni del consiglio comunale, introduce il punto n.2 all’ordine del giorno e dai banchi della minoranza, il consigliere Michele Granata chiede di sospendere di 5 minuti la seduta per aprire un dialogo con i consiglieri di maggioranza, nel tentativo di convergere su un unico nome. La maggioranza esita, poi all’unanimità vota per la sospensione. L’accordo non c’è e si prosegue. La minoranza sostiene Francesco Casaburi, la maggioranza Enrico Gervasio, stimato professionista di Frattamaggiore. Il voto è segreto e Gervasio incassa la maggioranza dei voti utili. L’opposizione – che in un’ottica elettorale si compone di 2 gruppi distinti ma che nel civico consesso si scopre unita sotto la bandiera anti Del Prete – sferra l’ultimo attacco. Chiedo la parola, Presidente – tuona Michele Granata – la votazione appena conclusa è da considerarsi non valida perché su uno dei foglietti c’è scritto solo il cognome del candidato e l’assenza del nome, per l’omonimia con il consigliere comunale di maggioranza Pasquale Gervasio, rende contestabile il voto. Poi arriva la pesante accusa che porta la squadra di Del Prete ad abbandonare l’aula. Il consigliere Gervasio – aggiunge Granata – nei giorni scorsi ha incontrato altri candidati a Sindaco. La maggioranza per questa ragione ha chiesto al consigliere Gervasio di rendere conoscibile il suo voto. Ecco perché su 12 schede compare il nome ed il cognome del candidato mentre invece, su una – quella di Gervasio – compare soltanto il cognome.

Del Prete non ci sta. Ed alle strumentalizzazioni ed alle ricostruzioni infedeli dei fatti, risponde con un video attraverso la sua pagina facebook:

“La politica è confronto – sottolinea Del Prete – abbiamo preferito abbandonare l’aula per l’alto senso delle Istituzioni e la grande considerazione che abbiamo della Politica. Hanno tentato in tutti modi di bloccare i lavori del consiglio ma all’ostruzionismo abbiamo risposto con responsabilità e senso del dovere. La maggioranza non ha esitato e compatta ha affrontato il segreto dell’urna. Chi siede nelle Istituzioni ha il dovere di anteporre il bene comune agli interessi personali. Il comportamento della minoranza dimostra che una certa parte politica che presto si presenterà al corpo elettorale, naviga nella direzione opposta”.

 

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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