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JustBeach: l’applicazione per le spiagge e gli stabilimenti balneari

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L’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha provocato disagi e problemi, oltre che migliaia di vittime.

Il Coronavirus, però, fortunatamente non è riuscito a limitare la creatività degli italiani e in particolare dei cittadini della Campania.

Nelle ultime settimane si è discusso delle varie riaperture e sono state tracciate le linee guida per le diverse attività.

In questo articolo ci concentreremo in particolare sul funzionamento e sulla gestione degli stabilimenti balneari, che a differenza delle altre attività non hanno ancora ricevuto vere e proprie linee guida.

Inutile nascondere che le persone purtroppo non saranno totalmente libere di andare in spiaggia: gli accessi, infatti, saranno limitati. Sorge così il problema della gestione.

La soluzione l’ha trovata la Smart Srl, azienda della provincia di Napoli, che ha ideato e sviluppato un’applicazione a misura per i titolari degli stabilimenti balneari e i propri clienti.

L’applicazione si chiama JustBeach e contribuirà a gestire comodamente l’affluenza nelle strutture.

Attraverso l’app, i gestori metteranno a disposizione dei propri utenti l’elenco tutti i servizi offerti, come ad esempio il prezzo del noleggio giornaliero di ombrelloni, lettini e sdraio, le misure e i dispositivi di sicurezza attuati e tutte le informazioni circa l’accesso e la permanenza all’interno delle strutture.

I gestori, inoltre, potranno aggiornare in diretta la disponibilità dei posti e il numero delle persone presenti in spiaggia.

JustBeach concede numerosi vantaggi anche ai clienti, che potranno cercare le strutture balneari nelle località desiderate, prenotare un posto in spiaggia e utilizzare l’applicazione per farsi guidare dal navigatore satellitare fino alla struttura scelta.

Insomma una vera e propria innovazione tecnologica volta a soddisfare le esigenze dei gestori e le richieste delle persone, che vogliono trascorrere in tranquillità una fantastica giornata di mare.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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