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De Magistris spiazza tutti: “se mi sfiduciano mi candido alle regionali e vinco”

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Colpo di scena nella corsa alle regionali. l sindaco di Napoli che sembrava aver rinunciato nei mesi scorsi all’idea di candidarsi alle elezioni Regionali e dopo il recente disgelo con De Luca che sembrava avvalorare tale ipotesi, ora cambia le carte in tavola, annunciando la candidatura in caso di sfiducia dal consiglio comunale.

“Se il consiglio comunale mi sfiducia mi candido alle regionali a settembre e vinco. Penso che i napoletani vogliano che il sindaco e i consiglieri invece di pensare alle poltroncine pensino ai problemi della città”, ha dichiarato Luigi de Magistris a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, trasmissione condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro.  Il rischio per il sindaco di essere sfiduciato in consiglio comunale, dopo il recente passaggio all’opposizione, tra le file di Italia Viva di Giuseppe Mundo e Manuela Mirra.

Sull’incontro con De Luca ha dichiarato: “Io l’ho chiamato nell’orario che vi avevo detto, intorno alle 8.40 di mattina, ma non c’era. Poi mi ha richiamato e io non potevo e l’ho richiamato io successivamente.

E alla fine ci siamo visti venerdì”. Come vi siete salutati? “Io gli ho detto ‘ciao presidente’ e lui mi ha risposto ‘ciao’. L’incontro è durato 35 minuti, De Luca era rilassato e gli argomenti di cui abbiamo discusso erano istituzionali, non c’è stato un ragionamento politico”. E’ vero che eravate solo voi due? “All’inizio lui era con 7/8 persone ma io ero da solo. De Luca mi ha chiesto con chi fossi, e quando ha visto che non c’era nessuno con me ha fatto gli uscire gli altri e siamo rimasti noi due”. Qual è stato il clima dell’incontro? “I periodi precedenti sono stati difficili, quindi all’inizio il clima era un po’ complicato. Poi invece devo dire che l’incontro è stato schietto e cordiale”. Cosa ha detto al governatore per ‘sciogliere il ghiaccio’? “L’elemento che ha unito e che Napoli e la Campania sul piano sanitario hanno fatto bene durante il Coronavirus. Io ho fatto i complimenti ai napoletani, che sono stati bravi a rispettare le regole, naturalmente insieme al personale sanitario”. Le ha offerto qualcosa? “Dell’acqua, ma io in realtà non ho bevuto perché l’avevo fatto poco prima”. Avete parlato delle elezioni regionali? “No, per nulla”. Umanamente come ha trovato il governatore della Campania? “In forma”. Quest’incontro cambierà i vostri rapporti? “Sul piano istituzionale io ho sempre cercato questo dialogo. Sul piano politico siamo troppo differenti”. Avete pensato anche di fare una cena insieme? “Non esageriamo, poi lui chiude i locali alle 23 – ha scherzato De Magistris a Rai Radio1 – mentre io a quell’ora vado a cena”. Chiosa il Sindaco di Napoli in trasmissione.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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