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Riapertura, tutte le norme da rispettare per le piscine

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Possiamo ufficialmente dire, per quelli ancora scettici, che ci sarà una stagione estiva balneare 2020. Certo non sarà una vera e propria estate, l’emergenza sanitaria resterà e non sarà sconfitta del tutto fino al completamento del vaccino: resteremo quindi in punta di piedi, con la paura di fare quelle cose che prima avremmo fatto senza indugi.

La buona notizia è che le Regioni hanno diramato le condizioni e le misure con cui ci si deve procedere per riaprire le piscine al pubblico. Innanzitutto c’è bisogno di una pulizia profonda di tutti gli impianti (sia quelli pubblici, che le vasche balneari) fanno eccezione alla riapertura le vasche termali. Ad ogni cambio di cliente, dovrà essere quindi sanificato e disinfettato tutto il posto occupato.

Ovviamente la capacità di affollamento dipenderà dalla grandezza di ogni singola struttura. Una persona avrà a disposizione 7mq di superficie e di acqua.

Per quanto riguarda le strutture attrezzate con scivoli e giochi per bambini, dovranno (premettendo la pulizia delle attrezzature) essere i genitori ad avere cura dei propri piccoli, lasciando al gestore il controllo di quante persone ci siano in acqua.

Le acque saranno purificate con delle sostanze chimiche adatte, eliminando così qualsiasi tipo di batterio e riducendo al minimo rischio di contagio.

Sicuramente l’accesso alle piscine sarà scagionato da prenotazioni telefoniche o online, evitando così di recarsi direttamente in una piscina già troppo affollata. Inoltre alcune strutture potranno misurare la temperatura corporea per evitare entrate “scottanti”.

Possiamo dunque dire che le condizioni per ancorare un’estate già sprofondata ci sono e si stanno creando, ora però tocca al senso civico di ogni singola persona.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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